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21 dicembre 2015

Infertilità, un bambino su tre a rischio

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Getty Images

Oggi il 20% delle coppie non riesce ad avere figli in maniera naturale e nel 40% dei casi è l’uomo ad avere problemi. La prevenzione nell’infanzia (e poi nell’adolescenza) può però dimezzarne i rischi. Ecco come

Un bambino su tre presenta condizioni mediche o comportamenti che possono avere ripercussioni negative sulla futura fertilità. La prevenzione nell’infanzia (e poi nell’adolescenza) può però dimezzarne i rischi. Oggi il 20% delle coppie non riesce ad avere figli in maniera naturale e nel 40% dei casi è l’uomo ad avere problemi. Quali sono le cause? 

 

“I fattori di rischio sono alcune patologie e condizioni mediche dei primi anni di vita che non vengono riconosciute in tempo o vengono trascurate e alcuni comportamenti e stili di vita errati in età adolescenziale come fumo e abuso di alcol e sostanze stupefacenti - ha dichiarato Giovanni Corsello Presidente del Congresso e della Società Italiana di Pediatria (SIP) - L’opera del pediatra è fondamentale sia per la prevenzione primaria, attraverso la sensibilizzazione dei giovani all’adozione di comportamenti più responsabili, sia per la prevenzione secondaria, cioè la diagnosi e il trattamento precoce delle condizioni mediche che possono portare all’infertilità, e, infine, attraverso i controlli periodici, per far sì che possano essere evitate eventuali complicanze di patologie già diagnosticate”.

 

Alla nascita, a 12, 16 e a 18 anni non devono mancare le visite con lo specialista. “Il bambino deve essere sottoposto ad un controllo finalizzato a valutare la posizione dei testicoli e la eventuale presenza di alterazioni del pene e del meato uretrale, o della presenza di fimosi – ha aggiunto Corsello - Fra i 12 e i 16 anni una visita pediatrica di tipo andrologico è essenziale per seguire questo delicato processo di sviluppo ed individuare patologie come il varicocele. Al raggiungimento della maggiore età far visitare i propri figli significa mantenere attenzione su questa sfera abituando il ragazzo a controllarsi senza problemi, a verificare che lo sviluppo sia avvenuto correttamente, che non vi siano alterazioni del pene o dei testicoli, di nuovo che non sia presente un varicocele, che la sessualità si stia sviluppando senza timori”.

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