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28 dicembre 2015

Fumo, vizio quotidiano per oltre il 20% degli italiani

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Getty Images

10,9 milioni di tabagisti che fumano un totale di 140 milioni di bionde al giorno. Sono questi i numeri di un fenomeno che interessa sempre di più le donne. Dopo la legge contro il fumo nei luoghi pubblici, ora serve fare di più, imponendo una speciale “tassa” sui fumatori per finanziare le cure innovative

In Italia i fumatori sono 10,9 milioni, pari al 20,8% della popolazione: 6,3 milioni sono uomini (25,1%) e 4,6 milioni donne (16,9%). Il 16,7% dei tabagisti consuma fino a 9 sigarette al giorno, il 49,2% fra 10 e 19, il 26,9% più di 20. Nel nostro Paese ogni fumatore consuma in media 13,1 sigarette al giorno, per un totale di circa 140 milioni di “bionde” ogni ventiquattro ore. Un vizio che sta diventando sempre più rosa. Le italiane che fumano regolarmente sono oltre 5 milioni. Secondo gli ultimi dati per la prima volta dal 2009 aumentano nel nostro Paese le tabagiste (erano 15,3% del 2013). Nello stesso periodo si è osservata in Italia una riduzione dei maschi fumatori (da 26,2% al 25,4%). Le donne iniziano a fumare più tardi rispetto agli uomini (rispettivamente 17 e 18 anni) e cercano prima di perdere il vizio (in media a 42 anni contro i 43 dei maschi).

 

La legge Sirchia del 2005 in dieci anni ha portato ad un calo del 6,5% dei tabagisti. Per proseguire nella lotta al tabagismo gli oncologi italiani propongono una speciale tassa. “Aumentiamo di un centesimo il costo di ogni sigaretta. In questo modo possiamo disincentivare il vizio tra gli italiani e finanziare le nuove terapie anti-cancro - afferma il prof. Carmine Pinto presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) - Lo Stato oggi ricava circa 11 miliardi di euro dalle accise del tabacco e impiega queste risorse in vario modo, ne basterebbe una piccolissima parte, anche solo il 5%, per garantire pieno accesso a tutti i malati italiani ai tanti farmaci innovativi che arriveranno sul mercato e che potrebbero cambiare le loro aspettative di vita”. 

 

“I pazienti – afferma Elisabetta Iannelli, Segretario Generale FAVO (Federazione delle Associazione di Volontariato in Oncologia) - hanno il diritto di accedere alle cure innovative in tempi adeguati, talvolta anche poche settimane possono fare la differenza. I ritardi di molti mesi, spesso dovuti alla burocrazia, non sono accettabili e non devono costituire alibi che giustificano risparmi di spesa sanitaria sulla pelle dei malati. L’istituzione di un fondo nazionale, dedicato ai farmaci oncologici innovativi, finanziato con le accise sul tabacco, garantirebbe accesso ai farmaci più innovativi ed efficaci a tutti i malati italiani. “L’Unione europea - sottolinea Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna Onlus – ha concesso a ogni cittadino il diritto di recarsi in qualsiasi Stato membro per farsi assistere. Ma le migrazioni rappresentano un fallimento dell’intero sistema. Per questo il fondo nazionale costituisce anche uno strumento per consentire ai pazienti di essere assistiti vicino al domicilio”.

 

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