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28 dicembre 2015

Papilloma virus, al via la campagna degli oncologi per il vaccino

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Getty Images

L’HPV resta la più comune infezione virale del tratto riproduttivo. Nel 90% dei casi il sistema immunitario distrugge il virus naturalmente. Ma in una piccola minoranza può resistere e progredire in cancro e lesioni. Ecco perché l’AIOM lancia la prima campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione

Il papilloma virus umano (HPV) è la più comune infezione virale del tratto riproduttivo. La maggior parte delle persone sessualmente attive ne sono vulnerabili e alcune possono essere ripetutamente colpiti dall’infezione. Nel 90% dei casi il sistema immunitario distrugge l’HPV naturalmente nel giro di due anni. Una piccola percentuale di infezioni può però persistere e progredire in cancro e lesioni a livello ano-genitale e a livello del cavo orale. La prevenzione attraverso i vaccini rappresenta una priorità e l’unica vera arma contro l’HPV, che può assicurare protezione dal rischio di neoplasie. 

 

Per questo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) lancia la prima campagna di sensibilizzazione nazionale rivolta non solo ai cittadini ma anche agli oncologi per abbattere le barriere culturali ancora presenti e promuovere la vaccinazione anti-HPV come presidio chiave nella prevenzione primaria dei tumori. Esistono più di 120 tipi di HPV, che si differenziano a seconda del tessuto che colpiscono e per gravità degli effetti. 

 

“I virus HPV più pericolosi sono quattro, etichettati con numeri: 6, 11, 16 e 18. – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM - I primi due, a basso rischio, causano il 90% dei condilomi: lesioni estremamente contagiose e molto dolorose, che interessano gli organi genitali e altre mucose. Gli altri sono responsabili del 75% di tutti i tumori del collo dell’utero e di altre neoplasie come quelle della vulva, della vagina, dell’ano, del pene e di alcune zone della testa e del collo (lingua, tonsille e gola) che possono interessare anche gli uomini”. 

 

La vaccinazione, introdotta nel 2007/2008 è indicata sia nei maschi che nelle femmine a partire dai 9 anni di età, ma nel nostro Paese la copertura ad oggi arriva al 70,8%, ben lontana dall’obiettivo del 95% inizialmente stabilito. 

 

“E’ importante proteggersi al più presto – aggiunge la prof.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM – quindi prima di entrare in contatto con il virus la cui principale, ma non unica, via di trasmissione è quella sessuale. È proprio in età preadolescenziale e nell’adolescenza che l’efficacia dell’immunizzazione è massima, perché l’organismo non è ancora venuto in contatto con il virus. Per questo come AIOM sosteniamo la vaccinazione di tutti i ragazzi e delle ragazze a partire dai 9 anni di età. Purtroppo, però, per ora i ragazzi non possono essere immunizzati gratuitamente in tutte le Regioni, come avviene invece per le coetanee. Con questa campagna vogliamo anche sensibilizzare le Istituzioni su questi importanti temi di salute pubblica e lotta alle neoplasie”.

 

La campagna che entrerà nel vivo a gennaio è resa possibile grazie a un contributo incondizionato di Sanofi Pasteur MSD. “È fondamentale che tutti i cittadini possano accedere a questo importante strumento di prevenzione in grado di proteggere da gravi malattie – conclude la dott.ssa Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Pasteur MSD – Siamo al fianco di AIOM per sostenere che la vaccinazione venga estesa in tutte le Regioni anche ai maschi adolescenti, compiendo una grande scelta di politica sanitaria, etica e socialmente equa per proteggere le generazioni future dal cancro e dalle altre patologie causate dal virus HPV”.

 

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