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28 dicembre 2015

8 giovani su 10 connessi tutti i giorni a Internet

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Getty Images

Da WhatsApp a Facebook, passando per Instagram crescono i tempi di connessione online per i giovani italiani secondo un sondaggio della Società Italiana di Pediatria: “La migrazione dal computer al telefonino rende più difficile controllare i propri figli. Ma non bisogna mai demonizzare questi strumenti. Il dialogo e l’ascolto restano i migliori strumenti educativi"

I giovani italiani sono sempre più connessi a internet e ai vari social media. L’80% dei tredicenni utilizza tutti i giorni WhatsApp e il 93% degli adolescenti si collega a internet dallo smartphone. Il 75% ha un profilo su Facebook e 4 su 10 invece uno su Instagram. E’ quanto emerge da un indagine da un’indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP) condotta su oltre 2.100 studenti. 

 

Nel nostro Paese cresce il numero di giovani webnauti: 2008 solo il 42% utilizzava internet tutti i giorni contro l’attuale 81%. Mentre la percentuale di adolescenti che si collega a internet dal telefonino è passata dal 65% del 2012 al 93% nel 2014. Con la crescita degli utenti aumentano però anche i comportamenti pericolosi legati alle nuove tecnologie. Il 13% ha provato il gioco d’azzardo online nonostante il divieto ai minori. Il 15% degli intervistati ha dichiarato di aver postato un proprio "selfie" provocante. Il 16% ha ammesso di aver inviato una sua foto ad uno sconosciuto e il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta. Chi frequenta più di tre social vorrebbe apparire più grande, fuma e beve di più (il 21% si è ubriacato). Ma i più assidui utilizzatori risultano anche più fragili e insicuri. 6 su 10 vorrebbero essere più magre/i (il 35% ha già fatto una dieta dimagrante), avere più seno, quasi 8 su 10 vorrebbero avere gambe più belle ed in generale essere più bella/o. Preoccupazioni presenti in maniera largamente inferiore tra coloro che frequentano un solo social network o nessuno.

 

“I social network non vanno demonizzati, perché hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione - afferma il prof. Giovanni Corsello presidente della SIP - Il problema come sempre è l’abuso. La migrazione degli adolescenti dal computer al telefonino rende difficilissimo per i genitori rendersi conto del tempo effettivamente speso dai loro figli sui social. E’ inoltre difficile dettare regole di comportamento dal momento che la stragrande maggioranza degli adulti non ha idea di come si sviluppa la socialità sui nuovi social network, di come si strutturano le relazioni, non conosce il linguaggio utilizzato. In questo contesto parlare di controllo non ha più molto senso. Le nostre risorse per prevenire comportamenti a rischio sono il dialogo, l’ascolto, l’etica comportamentale che noi adulti di riferimento abbiamo insegnato ai figli. I quali prima di essere adolescenti sono stati bambini”.

 

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