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27 febbraio 2009

Sei Nazioni. Scozia-Italia, è derby tra deluse

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Nick Mallett ha spronato i ragazzi a dovere in vista del match con la Scozia a Edimburgo

Sabato a Edimburgo l'Italrugby affronta i padroni di casa con l'obiettivo di dimenticare gli ultimi pesanti ko con Inghilterra e Irlanda. Marcato giocherà estremo e McLean all'ala. Mallet: "Possiamo farcela". Parisse: "Bisogna limitare gli errori"

Dieci anni di Sei Nazioni, ma per l'Italrguby si rischia l'incubo. Quello di sabato allo stadio a Edimburgo, contro la Scozia, è un autentico derby fra deluse, che servirà alla vincitrice per evitare il cucchiaio di legno, simbolico trofeo che premia l'ultimo in classifica, con "filotto" di sconfitte, nel torneo più antico del mondo. L'Italia è reduce dai fischi del Flaminio contro l'Irlanda, e dal terribile ko di Twickenham contro l'Inghilterra, quando giocò quella che è stata definita la sua peggior partita di sempre, almeno da quando si confronta ad alto livello. Gli scozzesi hanno invece perso contro le due favorite per la vittoria finale, Galles e Francia, ed ora puntano a riscattarsi di fronte al pubblico amico, prendendosi la rivincita sugli azzurri che in questo torneo li hanno battuti negli ultimi due anni. Prima nel 2007 ad Edimburgo, nella partita pazza delle tre mete ospiti nei primi sette minuti, poi nel marzo 2008 a Roma nel match risolto da un drop di Marcato ad un minuto dalla fine.

Nel mezzo c'è stata la sfida del mondiale francese, a St. Etienne, che per la squadra azzurra è stata la fine del sogno di arrivare fra le prime otto, e per Alessandro Troncon la conclusione di una gloriosa carriera. Scozia-Italia è quindi una sfida molto sentita, anche se non c'è il tutto esaurito, e la squadra di Mallett deve giocarla consapevole di non poter ripetere gli errori grossolani commessi contro inglesi ed irlandesi, costati sette mete in tutto e due sconfitte molto amare per il modo in cui sono maturate. Per Parisse e compagni, reduci anche dal guasto aereo di giovedì a Londra che ne ha ritardato l'arrivo a Edimburgo, affrontare il XV del Cardo (che partirà con il micidiale "cecchino" Paterson in panchina) è l'occasione migliore per evitare di mettere insieme una serie impressionante di sconfitte, che potrebbe allungarsi fino al termine dell'anno: i prossimi rivali saranno infatti Galles e Francia nei due turni conclusivi del "Six Nations", Australia e Nuova Zelanda nel tour di giugno, di nuovo All Blacks, i campioni del mondo del Sudafrica e Samoa nei test-match novembrini. Se così fosse, ovvero se arrivassero solo sconfitte, l'Italrugby potrebbe passare di moda e attrarre meno sponsor, e il movimento, nonostante la candidatura per ospitare i Mondiali del 2015 o 2019, farebbe molti passi indietro.

Ecco perchè l'Italia deve cercare assolutamente di vincere. "La chiave di questa partita sara' la disciplina - ha spiegato capitan Parisse - perché, in un confronto così equilibrato, vincerà la squadra che commetterà meno falli, e quindi anche meno errori". Il ct Nick Mallett ha spiegato che "solo in partita capirete perché ho deciso di mettere Marcato estremo e lasciare McLean all'apertura". "In questo momento la Scozia ha giocatori più competitivi dell'Italia - aggiunge - perché da noi c'è un campionato nazionale di livello troppo basso, e per questo l'Italia deve sbrigarsi ad entrare con le selezioni nella Celtic League. Comunque tra noi e gli scozzesi i match sono sempre molto combattuti, e se non commetteremo gli errori delle ultime esibizioni possiamo farcela".

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