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13 febbraio 2010

Mirco Bergamasco: "Il Flaminio ci aiuterà"

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Il nuovo calciatore azzurro non si spaventa davanti all'Inghilterra di Wilkinson e carica il popolo azzurro. "Ho già fatto tre mete agli inglesi, sarà difficile ma con l'aiuto del nostro pubblico questa potrebbe essere la volta buona.". GUARDA IL VIDEO

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IRLANDA-ITALIA 29-11 - I NUMERI DEL MATCH

L'Italia non ha mai vinto contro l'Inghilterra, in nessuna delle partite fino a qui disputate nella storia. Tuttavia a un giocatore italiano l'Inghilterra sta piuttosto simpatica. Le mete segnate da Mirco Bergamasco all'Inghilterra sono infatti tre, compresa quella che due anni fa permise all'Italia di sfiorare l'impresa, nella sconfitta 19-23 del Flaminio. L'ala della Nazionale Italiana Rugby giocherà la sessantottesima apparizione con la maglia dell’Italia.

“Contro l’Inghilterra ho giocato alcune belle partite ed ho segnato la mia prima meta in Nazionale, ovvio che dei match contro gli inglesi conservi soprattutto buoni ricordi. Purtroppo non è ancora arrivata la vittoria, non abbiamo mai battuto l'Inghilterra e sabato non sarà certo facile riuscirci. Dovremo essere disciplinati, attenti sia in difesa che in attacco, tenere alto il livello del nostro gioco e sfidarli dal primo all’ultimo minuto” ha detto Bergamasco. Il lavoro di questi giorni – ha detto il ventisettenne trequarti dello Stade Francais – è stato volto a trovare le soluzioni adatte a mettere gli inglesi in difficoltà in difesa sapendo che non sarà facile perchè loro sono molto presenti difensivamente. Dovremo creare i varchi giusti e mettere punti ogni volta che ne avremo la possibilità”

“Il pubblico del Flaminio sarà come sempre un grande valore aggiunto. Sapere di avere qualcuno alle spalle che ti sostiene, che è lì per dimostrarti il proprio affetto, sarà una grande spinta in più a fare bene”.

“Non credo ci sia nulla di strano nel fatto che io, Masi, Canale e Garcia saremo tutti in campo dal primo minuto. Siamo tutti atleti che possono ricoprire più ruoli, credo sia positivo per un allenatore avere in squadra atleti duttili, capaci di ricoprire più ruoli”.

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