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06 aprile 2011

L'Aquila Rugby, due anni dopo: "Ritardi nella ricostruzione"

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L'Aquila Rugby in azione durante una partita allo Stadio Fattori contro il Rovigo (Getty)

Nel secondo anniversario del sisma del 6 aprile, la squadra abruzzese vuole ricordare le vittime. Il capitano Zaffiri: "Lo sport è solo un segnale della ripresa, la macchina burocratica è una chimera". Il pensiero torna a Lorenzo Sebastiani. IL VIDEO

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di Alessandro Puglia

L’Aquila Rugby 1936 si ferma oggi, mercoledì 6 aprile 2011, in ricordo delle 308 vittime del terremoto di due anni fa, tra cui il compagno di squadra Lorenzo “Ciccio” Sebastiani. In attesa della delicata trasferta contro il Rovigo, primo in classifica nel campionato di Eccellenza, i giocatori allenati da Massimo Di Marco, prenderanno parte alle celebrazioni nel centro storico: “Con un basso profilo e nella massima discrezione”, spiega il capitano Maurizio Zaffiri. La notte del 6 Aprile 2009 capitan Zaffiri era insieme ai compagni di squadra per soccorrere i terremotati:  “Il gesto di Dario Pallotta che ha salvato una coppia di anziani da sotto le macerie è indimenticabile”.

Sulla ricostruzione aquilana aggiunge: “Ci sono ritardi. Lo sport è solo un segnale della ripresa. In questo momento ci sono problemi più grossi: gli sfollati, le persone che vivono in albergo, chi ha dovuto chiudere l’attività nel  centro storico.”L’Aquila Rugby, qualche settimana dopo il terremoto aveva ricevuto 200mila euro dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, seguito dal gesto simbolico del dono della maglia al premier da parte del capitano: “E’ stato un atto dovuto, la società era in difficoltà economiche. Noi del rugby siamo però solo una parte integrante della città, prima ci sono gli aquilani.  La macchina burocratica  adesso è troppo lenta, sembra una chimera”.

Nella giornata di “silenzio” e “introspezione”, il ricordo dei “giganti dell’Aquila” andrà al compagno di squadra Lorenzo Sebastiani (classe 1985, pilone,  1,86 per 96 chili)  morto sotto le macerie mentre era  con alcuni amici: “Era  più giovane di me, un ragazzo splendido e un giocatore molto promettente. Purtroppo c’è il rammarico di non aver potuto continuare a far parte della sua carriera.”  Su Sebastiani, torna a parlare la leggenda del rugby abruzzese Massimo Mascioletti, allenatore della nazionale nel 1999 e dell’Aquila Rugby nel 2009, colpito da una grave malattia, qualche mese dopo il terremoto: “Lorenzo era un ragazzo pieno di gioia, sempre scherzoso. Era veramente un punto di riferimento. Per me e per la squadra. Abbiamo giocato con il suo volto nelle nostre maglie, nel petto, nel cuore”.

Mascioletti, nonostante la malattia, continua a seguire il rugby da vicino:“L’ictus è stato per me il secondo terremoto, ma io l’ho preso di testa, come nel rugby.  Questa è la mia filosofia nella vita. Avanzare, sostenersi, continuare ad avanzare”.

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