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04 ottobre 2011

Gli All Blacks a terra: perdono soldi, Mondiali a rischio

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Ogni edizione comporta una perdita ingente di denaro a causa delle disposizioni commerciali vigenti, e la Federugby neozelandese è pronta a tirarsi indietro nel 2015. La risposta dell'International Rugby Board: "Nessuno è insostituibile". IL VIDEO

Nessuno è insostituibile e i Mondiali di rugby si disputerebbero anche senza la Nuova Zelanda se gli All Blacks decidessero, come minacciato, di boicottare per motivi economici l'edizione del 2015, che si svolgerà in Inghilterra. Lo ha detto Mike Miller, direttore dell'International Rugby Board (Irb).

"La Coppa del mondo ha bisogno degli All Blacks? E' per gli All Blacks che sarebbe bene esserci", ha dichiarato Miller alla radio neozelandese. "Tutti sono sostituibili", ha aggiunto.

Il direttore generale della Federazione rugby neozelandese, Steve Tew, aveva minacciato, il 28 settembre scorso, di non partecipare ai Mondiali 2015, in quanto la Nuova Zelanda, ad ogni edizione del torneo, perde denaro a causa delle disposizioni commerciali vigenti.

La posizione della Nuova Zelanda è stata condivisa dall'Australia. "Come Steve Tew ha sottolineato, l'attuale modello economico è inaccettabile e non può essere incoraggiato", gli ha fatto eco John O'Neil, direttore generale della Federazione rugby australiana.

Neozelandesi e australiani hanno spiegato che le regole dell'Irb penalizzano negli anni dei Mondiali le grandi squadre, che si vedono ridurre il calendario dei test match e non possono avere le loro sponsorizzazioni.

Tew "è nel consiglio dell'Irb, è stato coinvolto in tutte le decisioni che abbiamo preso negli ultimi 5 o 6 anni, quindi sa quel che succede. E' il consiglio dell'Irb che decide dove va il denaro", ha replicato Miller. "Sappiamo quali sono le questioni, ed è per questo che abbiamo tenuto nei mesi scorsi una conferenza sugli aspetti economici del gioco, a cui  Steve Tew ha partecipato", ha aggiunto. "La conferenza ha concluso che dopo il Mondiale di rugby esamineremo i risultati e valuteremo se ci sia bisogno di cambiare il modello per quanto riguarda le regole commerciali, la distribuzione dei fondi e il calendario", ha concluso il direttore dell'Irb.

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