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27 gennaio 2012

Brunel, metodo Stanislavskij: con la Francia il primo esame

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Sergio Parisse e Jacques Brunel posano con il trofeo del Sei Nazioni: per l'Italia c'è ancora molta strada da fare... (Getty)

Il ct azzurro ha portato un nuovo approccio (l'enpowering) negli allenamenti dell'Italrugby verso il Sei Nazioni, convocando anche giovani di sicuro avvenire. Le prime risposte arriveranno sabato prossimo allo Stade de France

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Parole d’incoraggiamento da parte del presidente del Coni all’indirizzo della Nazionale Italiana di Rugby, la quale fra pochi giorni approderà allo Stade de France per la prima partita del 6 Nations contro la Francia. "Sono contento che si giochi allo stadio Olimpico, una vittoria per questo sport e sono convinto che si riempirà e batteremo dei record, quest'anno farà dei numeri che neanche il calcio ha mai ottenuto", ha dichiarato Gianni Petrucci. Quest’anno, infatti, non si giocherà più al Flaminio, lo stadio che ha accolto gli azzurri sin dal loro ingresso nel prestigioso torneo.

Sergio Parisse, mercoledì, ha presenziato all’Hurlingham Club di Londra per la presentazione del Sei Nazioni assieme ai capitani di Inghilterra, campione uscente, Galles, Irlanda, Francia e Scozia. "C'è un allenatore nuovo e quindi tante aspettative", ha ammesso il capitano anticipando uno dei motivi di interesse dell'avventura azzurra. L'edizione 2012 vede, in effetti, parecchie novità. Una su tutte: Jacques Brunel al posto di Nick Mallett.

Il tecnico francese porta un'esperienza completamente diversa da quella del sudafricano. Se Mallett, oltre ad aver giocato in Sudafrica, Inghilterra, Italia e Francia, ha apportato migliorie tra gli avanti grazie anche al suo passato da terza linea, con Brunel, che ha giocato come estremo sempre e solo in Francia, potremmo vedere delle differenze nel reparto dei trequarti. La sfida con la Francia aprirà le danze. L'ultimo Trofeo Garibaldi (premio in palio per la sfida tra la Nazionale francese e quella italiana) è stato vinto dagli azzurri nello scorso Six Nations, nonostante i "galletti" fossero nettamente i favoriti del match.

Nonostante l'ultima edizione del torneo sia stata molto positiva sul piano di gioco, agli azzurri manca ancora qualcosa in fase di finalizzazione delle azioni e di schieramento. Gente giovane è stata convocata per affrontare la competizione: Alberto De Marchi (Pilone, Aironi Rugby), Luca Morisi (Mediano d’apertura/Centro, Banca Monte Parma Crociati), Angelo Esposito (Ala, Ruggers Tarvisium) e Giovanbattista Venditti (Ala, Aironi Rugby). Lavoro non facile per il nuovo ct che, tuttavia, ha cominciato con il piede giusto. Tre sessioni di allenamento giornaliere e clip video dove osservare i diretti avversari in fase di gioco per studiarne le caratteristiche tecniche: un approccio nuovo per l’Italia ma già conosciuto da altre squadre con il nome di enpowering. Ognuno viene responsabilizzato e lasciato libero di esporre le sue opinioni durante le riunioni di squadra. Quello che presumibilmente vuole fare Brunel sembra essere una sorta di "metodo Stanislavskij" dove ogni giocatore indagherà nell’intimo del suo personaggio/ruolo dopo aver studiato gli atteggiamenti di quest’ultimo e del proprio avversario.

Quello del rugby è, tuttavia, un gioco di squadra molto ordinato, dove un singolo movimento sbagliato può capovolgere una situazione favorevole e rovinare delle azioni costruite perfettamente nel giro di pochi istanti. Per questo motivo a "Brunelavskij" toccherà il compito di prendere ciò che c’è di buono nell’istinto di propri giocatori e cercare di farlo collimare con le esigenze tattiche dell’intera squadra. Un proposito ambizioso che ha portato il tecnico francese a sbilanciarsi in pronostici avveniristici: portare l’Italia a contendersi la vittoria del Six Nations entro tre anni. Non resta che attendere il prossimo 4 febbraio per capire se gli azzurri sono sulla buona strada...

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