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30 gennaio 2012

Sei Nazioni, Dondi lancia l'Italia: "In campo per vincere"

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Il presidente della federugby carica gli azzurri, guidati dal nuovo ct Brunel, in vista del torneo che inizia nel week end e dell'esordio con la Francia: "Siamo in crescita, lo dimostreremo. Non andiamo in campo per evitare il cucchiaio di legno". VIDEO

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"Non andiamo in campo per evitare il cucchiaio di legno. Andiamo sempre in campo per vincere, siamo in grande crescita e lo vogliamo dimostrare". Giancarlo Dondi, presidente della federugby, lancia la Nazionale verso il 6 Nazioni 2012. Il torneo comincia nel weekend e il XV azzurro, affidato al nuovo ct Jacques Brunel, esordisce facendo visita alla Francia. "Andiamo a sfidare una grande squadra, che è la grande favorita con il Galles. Ma la filosofia di questo sport prevede che si vada in campo per vincere, per attaccare", dice Dondi a Radio Anch'io Sport su RadioUno.
Gli azzurri, con una rosa rinnovata, sembrano destinati a lottare con la Scozia per evitare il cucchiaio di legno, il 'riconoscimento' che va al fanalino di coda incapace di vincere un solo match. "Quante partite vogliamo vincere? Tutte!", sorride il presidente federale. Il torneo 2012 è il primo passo di una nuova  avventura. In panchina il francese Brunel ha raccolto l'eredità del sudafricano Nick Mallett, che ha chiuso il suo ciclo con la partecipazione ai Mondiali dello scorso anno in Nuova Zelanda. "Abbiamo ancora bisogno di una guida straniera, che dà anche  una certa credibilità. I tecnici italiani stanno crescendo, come  l'intero movimento. Gli assistenti, in Nazionale, sono tutti italiani. Ma forse è ancora presto per un 'nostro' ct", dice il presidente.

"Stiamo lavorando per la formazione dei  giocatori, dobbiamo aspettare ancora qualche anno e poi saremo al livello degli altri. A livello di club, ci confrontiamo con società che hanno bilanci paragonabili a quello della nostra federazione: è normale incontrare difficoltà contro queste grandi squadre", afferma Dondi rispondendo alle domande sul rendimento delle formazioni italiane in ambito internazionale.

La Nazionale giocherà le due partite casalinghe allo stadio Olimpico. "Il rugby piace tanto alle famiglie e di questo siamo orgogliosi. La partita si inserisce in una giornata di divertimento: allo stadio si arriva diverse ore prima dell'incontro, si partecipa ad una grande festa con gli avversari. In passato, quando andavo negli  Stati Uniti non capivo fino in fondo l'atmosfera e l'ambiente che caratterizzavano le partite di baseball e di football. Ora, questo clima si sta spostando anche da noi", osserva il numero 1 della  federugby. Il pubblico italiano si prepara a gremire l'Olimpico: "Il 6  Nazioni riempie grandi stadi da 129 anni. Quest'anno abbiamo avuto il coraggio di andare a giocare in un grande impianto come l'Olimpico. Speriamo di avere successo in campo e a livello di immagine".

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