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04 febbraio 2012

Italia, tracce di grande rugby. Ma l'esordio è della Francia

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Azzurri sconfitti 30-12 nel Sei Nazioni contro i vice-campioni del mondo. Allo Stade de France i padroni di casa hanno badato al sodo, ma il nuovo corso Brunel ha portato i nostri ad essere competitivi nel primo tempo. VIDEO E FOTO

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FRANCIA-ITALIA 30-12

Italrugby battuta dalla Francia all'esordio del Sei Nazioni 2012. Gli azzurri reggono il confronto per 50 minuti, poi cedono alla forza dell'avversario. Sabato prossimo il primo match casalingo contro l'Inghilterra.


di Antonio Raimondi

Contro la Francia vice campione del mondo era difficile, se non impossibile, iniziare con una vittoria. Lo sapeva Jacques Brunel, che ha scelto comunque la strada del confronto diretto, per quanto alla fine pesante, per iniziare a testare e a lavorare sul futuro della Nazionale italiana. 30 a 12 il risultato finale, ma vale la pena analizzare la partita, con una doppia prospettiva, quella che ci fa cadere lo sguardo sullo stadio Olimpico di Roma, dove l'Italia sabato affronterà l'Inghilterra, e quella lontana, dell'obiettivo-promessa tracciato da Jacques Brunel.

E' cambiata l'organizzazione difensiva. Sicuramente gli azzurri sono avanzati rapidamente e con aggressività, rispetto all'ultima esperienza con Mallet, ma qualcosa è mancato, naturalmente, anche perché il tempo per lavorare e adattarsi è stato davvero poco. Lo si è visto sulla prima meta di Rougerie, quando è stato esplorato un varco tra Lo Cicero e Ghiraldini. Nella distribuzione degli uomini, la zona centrale è di pertinenza degli uomini di mischia, ma naturalmente occorrono le giuste distanze, per evitare di lasciare buchi, come nel caso specifico. Bisogna crescere anche nella qualità del placcaggio, soprattutto contro una squadra forte come la Francia, come in occasione della seconda meta di Malzieu.

E' vero che l'azione è nata,  da una palla rubata in mischia ordinata, ma quando Picamoles ha battuto Parisse all'interno, sono stati mancati almeno altri due placcaggi e inoltre alla fine gli azzurri hanno completato soltanto l'87% dei placcaggi.

Sul piano della gestione psicologica la meta di Malzieu ha segnato il primo, seppure lieve, punto di rottura per noi, perché i francesi hanno chiuso sopra break il primo tempo, con un vantaggio psicologico, che si è anche tradotto in minor spirito per noi.
Bene la rimessa laterale azzurra, per tutto il primo tempo ci siamo ancorati a questa fase, rubando anche un paio di lanci francesi, così come è stato enorme il lavoro del pack, pagato alla distanza in mischia ordinata, dove al buon inizio sono seguiti un paio di episodi negativi.

L'attacco va giudicato soprattutto per il primo tempo, nel quale abbiamo tenuto la palla a lungo, anche se alla fine con poca efficacia in termini di punti. Guardando l'aspetto positivo, abbiamo giocato alla pari per poco più di cinquanta minuti, ne mancano altri trenta, ma quella dello Stade de France era la versione seria della Francia e probabilmente lo stesso Brunel doveva valutare a che punto sono i suoi giocatori. Facendo la figura degli inguaribili ottimisti e pensando che l'Inghilterra attuale ha un valore inferiore a quello delle Francia, potremmo divertirci sabato prossimo all'Olimpico di Roma.

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