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12 febbraio 2012

The day after: se all'Italia resta solo l'amaro in bocca

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Una fase della sfida fra Italia e Inghilterra (Getty)

Il primo dei tre raduni azzurri del Sei nazioni è finito. Il bilancio parla di due sconfitte onorevoli, ma resta la delusione per non essere riusciti a fare la storia contro l'Inghilterra. E l'infortunio di Castrogiovanni complica le cose. GUARDA LE FOTO

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di Simone De Luca

Il primo dei tre raduni del Sei nazioni è finito. Il bilancio, a volerlo fare con il metro alla mano, è di due sconfitte, due mete segnate, cinque subite, un giocatore fondamentale come Martin Castrogiovanni che saluta questo Sei nazioni troppo presto con una costola rotta, l'amaro in bocca di non aver vinto una partita che l'Italia conduceva 15 a 6. Questo è quello che gira in testa agli azzurri usciti dall'Olimpico abbracciati dai 60.000 forse più, tifosi presenti, tutti, anche gli Inglesi che si sono resi conto di averla scampata bella e di essere ancora loro la bestia in via di estizione: l'unica squadra mai battuta dai nostri nel torneo più antico del mondo.

Questo è quello che leggi dalle loro facce prima delle interviste, da quella di Venditti, due caps ed una meta a riscattare una prestazione incerta a Parigi, in quella di Benvenuti che pure ha schiacciato in mezzo ai pali dopo uno scatto alla Ashton per il momentaneo 10 a 6 in chiusura di primo tempo. Quello che leggi nella voce di Andrea Masi che risponde alle nostre domande sottovoce, ancora più del solito, con quell'errore che ha portato alla meta inglese che gli pesa come un macigno addosso. Ma poi gli chiedi dell'Olimpico strapieno e dell'abbraccio dei tifosi e torna il sorriso, per un istante, quel sorriso da Aquilano schivo ma generoso.

Capitan Parisse lo dice senza mezzi termini: “E' stata un'Inghilterra povera, rode aver perso contro una squadra così”. E lo ribadisce su Twitter 5 ore dopo la partita. Con una frase dice due cose: la prima, quella ovvia, è che tutti gli azzurri non ci stanno ad aver perso così. La seconda, meno ovvia, è che gli avversari, nel freddo e nel campo innevato dell'Olimpico, non ci hanno mai messo paura. Nemmeno un momento.

E da questo deve ripartire l'Italia, dal fatto che uscito Castrogiovanni per infortunio non è crollata come fece a Dunedin durante il mondiale nella partita con l'Irlanda, dal fatto che questo gruppo ha esperienza e facce giovani (le due mete arrivano da due ventunenni), ha energie a sufficienza per lottare fino all'ultimo ed è solo all'inizio del cammino di Brunel. Ed ha anche avuto due esordienti, Venditti, l'autore di una delle due mete, e Morisi che con un placcaggio fatto a freddo ha probabilmente evitato un parziale peggiore all'Italia.

E' un'Italia che ha perso Castro (ma per quanto?) a cui vanno i pensieri dei suoi compagni, Parisse, Canale e D'Apice su tutti ma che potrebbe ritrovare a breve Mirco Bergamasco. Rientrato in campo con il Racing Metro Paris nel campionato francese dopo l'operazione alla spalla, ha giocato 20 minuti e poi è uscito per un giallo nella sconfitta contro il lanciatissimo Clermont. Ancora poco per dire se Bergamirco possa essere utile a breve all'Italia di Brunel ma intanto è un dato positivo. E a giudicare dai tweet durante la partita la voglia di azzurro dell'ala che firmò la vittoria con la Francia con i suoi calci è davvero enorme.

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