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09 gennaio 2013

Quarto tempo: pugno a gioco fermo. Ferraro fuori 7 mesi

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Luigi Ferraro in azione durante un match

Sette mesi di squalifica a Luigi Ferraro per aver colpito un avversario, Riccardo Pavan: è la decisione del giudice sportivo della Federugby che ha usato la prova tv sul caso di Viadana-Calvisano del 23 dicembre. "Un colpo devastante"

Sette mesi di squalifica a Luigi Ferraro per aver colpito un avversario con un pugno, a gioco fermo: è la decisione del giudice sportivo della Federugby che ha usato la prova tv, sul caso di Viadana-Calvisano del 23 dicembre scorso. Al giocatore del Calvisano, autore del pugno a gioco fermo a Riccardo Pavan, sono stati inflitti cinque mesi di squalifica più altri due per le circostanze aggravanti. Per il giudice, il colpo è stato "devastante", anche per le conseguenze sull"'immagine del rugby".

Per riuscire a venire a capo dell'episodio ci sono volute oltre due settimane di tempo. Un lasso temporale lunghissimo, almeno rispetto ai tempi di altri sport (ad esempio il calcio), che non ha risparmiato polemiche. Il giorno dopo l'incidente il Viadana aveva prontamente informato la federazione, ma soltanto oggi, e grazie alla prova tv, si è potuto mettere la parola fine all'attesa. La squalifica a Ferraro scatta da giovedì 10 e finirà il 9 agosto, ma la scadenza della sanzione è soggetta a prolungamento, ai sensi della delibera federale n. 99/2012 valida per tutte le stagioni sportive e ai sensi dell'art. 90 punti 3 e 4 del Regolamento di giustizia.

L'incidente è avvenuto dopo circa due minuti dell'inizio della gara. Ferrato ha colpito con un pugno il volto di Pavan in modo intenzionale e a gioco lontano procurandogli diverse fratture con interessamento anche dell'occhio destro. Nella ricostruzione resa possibile dal dvd il giudice sportivo dichiara che Ferraro "senza alcuna apparente motivazione e/o provocazione sferra un 'destro' devastante sul volto del Pavan che, in quel preciso momento stava ancora guardando in direzione del n. 4 (del Calvisano, Luca Beccaris, ndr) per cui appare evidente che non si aspettava un gesto simile (questa circostanza configura l'aggravante di cui all'art. 26/2 lettera b "manifesta vulnerabilita' della persona offesa").

Il pugno è stato terribile, sferrato con voluta violenza". Per il giudice le responsabilità del giocatore "sono incontrovertibili e sono risultate devastanti non solo per il danno inferto al giocatore Pavan Riccardo ma anche allo spirito del nostro gioco vulnerato da un atteggiamento". Il grave incidente non è stato visto dagli ufficiali di gara. Dopo essere stato colpito, Pavan - che in seguito all'incidente è stato ricoverato in ospedale e sottoposto a intervento chirurgico - è stato assistito a bordo campo "nel tentativo di capire se il giocatore fosse o meno in grado di riprendere il gioco sino alla sua sostituzione definitiva pochi minuti dopo aver subito il colpo".

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