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24 giugno 2014

"Il rugbista di Beit Jala", storia di guerra, sport e sogni

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La copertina del libro "Il rugbista di Beit Jala" di Roberto Colella

E' il racconto del giornalista e blogger Roberto Colella. La guerra infinita in Medio Oriente diventa il teatro per la vicenda di Yasser, che in Palestina crea la prima squadra di rugby per amore di Rebecca, un'israeliana

di Alfredo Alberico

Nel corso dell'ennesima fase di black-out del rugby italiano, con la Nazionale che stenta a trovare gioco, vittorie e una precisa identità, un racconto come "Il rugbista di Beit Jala", scritto dal giornalista Roberto Colella e stampato da Palladino Editore, appare come l'antidoto che può tornare utile al ct azzurro Brunel ed ai suoi ragazzi, ma soprattutto a chi oggi non ha ancora percepito la vera emergenza: lavorare alla base di questo sport per non vederlo lentamente morire.

La storia
- Morire come Yasser, giovane palestinese innamorato di Rebecca, maestra israeliana appassionata di rugby e in particolare degli All Blacks neozelandesi. Anche lei, ancor prima del suo amore, sarà vittima della guerra in Medio Oriente. Da quel momento l'obiettivo di Yasser sarà creare la prima squadra di rugby della Palestina: ci riuscirà con l'aiuto di alcuni amici. Ma la meta, la gara d'esordio tra i Leoni di Beit Jala e i Blue Snakes, potrà solo ad immaginarla in un letto d'ospedale, prima del suo ultimo respiro: "Lo sguardo si spinge verso quel piccolo quaderno poggiato su un pencolante mobiletto. Un testo che stavo scrivendo con le mie mani e che sarebbe rimasto incompiuto, ma che mi sarebbe piaciuto intitolare Il rugbista di Beit Jala".

Tra finzione e realtà - E così la storia, frutto della fantasia dell'autore, diventa tremendamente reale proprio perché inserita nel contesto del conflitto infinito di una terra sospesa in un feroce limbo, dove bene e male si confondono e si annullano nella follia. "Brillante descrizioni dei luoghi", si dice del libro di Colella in altre recensioni. Eccellente e da brivido il passaggio che fotografa posti dove la normalità diventa un'insperata eccezione, come fare una passeggiata per strada senza saltare in aria. Ed è colta in pieno l'essenza del rugby, che è "la somma di tanti sacrifici".



L'autore - Roberto Colella, giornalista e blogger per Il Fatto Quotidiano, Limes (Gruppo l'Espresso), QN, Rivista Militare, Informazioni della Difesa, Difesa online, Watching America, Lettera 43 e direttore di Embedded Agency.

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