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16 settembre 2015

Non solo Haka: quando i guerrieri del rugby danzano per vincere

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Hak

Nuova Zelanda, Fiji, Samoa e Tonga sono le quattro nazionali che nella Coppa del Mondo 2015 eseguiranno una danza di guerra (Getty)

La Coppa del Mondo in Inghilterra sarà anche l'occasione per vedere ancora una volta i suggestivi rituali pre-partita delle squadre del Pacifico. Dalla Nuova Zelanda alle Samoa, nomi e storia dei gesti dei campioni oceanici

Una danza tipica. Che nel caso della Nuova Zelanda è diventato un simbolo del Paese stesso, usato in film, pubblicità e soprattutto su un campo di rugby. La haka e la sua esecuzione saranno anche ai Mondiali in Inghilterra uno dei momenti più fotografati e filmati dagli spettatori della rassegna iridata. Un rituale per caricarsi e intimidire gli avversari che però non sarà unico. Perché oltre agli All Blacks altre tre le Nazionali, Tonga, Samoa e Fiji, tutte provenienti dagli stati dell'Oceano Pacifico hanno una loro danza tipica, ognuna con una sua storia. 

 

Haka, l'”originale” - Apparse la prima volta su un campo di rugby nel 1888, nel tour di una selezione di nativi neozelandese nel Regno Unito. Poi dal 1905 la adottò la Nazionale, durante la serie di test match, in Inghilterra che vide nascere il nome e il mito degli All Blacks. Da quel giorno non l'ha più abbandonata. Spesso nella sua versione tradizionale, la Ka Mate e nelle occasioni speciali la Kapa O Pango. Prima si eseguiva solo all'estero, poi anche in Nuova Zelanda, sempre guidata dal giocatore con sangue maori più anziano. Occhi spalancati, lingua in fuori, mani battute sul petto, osservate dagli avversari con rispetto, sfida e qualche volta con indifferenza.

 


 

Cibi, la danza “discussa” - Le Fiji, inserite nel “girone di ferro” con Australia, Scozia e Inghilterra avranno un'arma in più, il rituale pre-gara che prende ispirazione dalle danze dei guerrieri dell'arcipelago prima e dopo la battaglia. La introdusse nel 1939, Sir George Cakobau, allora giocatore nella Nazionale e futuro governatore della Fiji per contrapporla alla haka degli All Blacks. E quando la danza fu eseguita durante il tour senza sconfitte in Nuova Zelanda di quell'anno, divenne tradizione. Che prosegue tuttora, anche se nel 2010, l'allora ct Sam Domoni , cattolico fervente ottenne di vietarla perché “pagana”. Ma fu ripristinata dalle autorità sportive qualche mese dopo.

 

Siva Tau, orgoglio delle Samoa – I Manu Samoa, i giocatori della Nazionale pacifica , una danza pre-gara,  la Ma'ulu'ulu Moa, l'avevano sempre eseguita nei loro tour, ma nel 1991, in occasione del Mondiale, ancora nel Regno Unito, ne composero un'altra, più aggressiva, la Siva Tau. La utilizzarono all'esordio contro il Galles e superarono i Dragoni 16-13. E da quel momento la eseguirono contro tutti, anche contro i neozelandesi.

Sipi Tau, una danza da re – Tra tutti i rituali, quelli di Tonga è quello con meno tradizione. Perché nel piccolo arcipelago le danze di guerra sono arrivate solo nell'Ottocento ( precedentemente anche solo parlare prima della battaglia era considerato segno di debolezza) e nel rugby nel 1995 in Coppa del Mondo. A volere la danza, una variazione della Kailao l'allora re Tama Tu'i Taufa'ahau Tupou IV che ne ha scritto il testo per motivare i giocatori delle “Aquile di mare”.

 

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