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30 settembre 2015

L'Italrugby studia come battere l'Irlanda. Anche Parisse in ritiro

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L'Italia si allena a Cobham per il terzo appuntamento del Mondiale contro l'Irlanda. Per Sergio allenamento personalizato, la sua condizione fisica va ancora valutata e per scendere in campo serve l'autorizzazione dal club di appartenenza e della Federazione 

di Lia Capizzi

E’ il penultimo a scendere dall’autobus, perché le vecchie abitudini vogliono che sia Castrogiovanni ad essere l’ultimo. Il volto concentrato di Sergio Parisse all’arrivo al campo del Cobham Rugby Club per l’allenamento insieme al gruppo in vista della sfida all’Irlanda. Gli altri azzurri iniziano subito a lavorare sul campo con la classica suddivisione, da una parte ci sono gli avanti che fanno prove di contatto e mischia, dalla parte opposta ci sono i trequarti con passaggi e velocità. Parisse si rifugia nella palestra allestita dentro una tensostruttura e sale sulla cyclette accanto a Ghiraldini, con quest’ultimo costretto a dare forfait domenica contro gli irlandesi. Sergio invece ha voglia di recuperare il tempo perduto nelle ultime 3 settimane e dopo 20 minuti lascia la palestra per saggiare il campo, per lui un allenamento personalizzato fatto di stretching e affondi sotto lo sguardo del preparatore atletico Giovanni Sanguin.

C’è un’Italia A, con Parisse in campo, e c’è un’Italia B senza Parisse, affermarlo non è un voler mancare di rispetto agli altri, loro stessi sono i primi ad ammetterlo:  “Sergio ci è mancato molto in queste due settimane. Noi siamo stracontenti di averlo qui con noi a Londra, ha fatto di tutto per raggiungerci ieri, spero per tutti e anche per lui che riesca a giocare domenica contro l’Irlanda. E’ vero, in questo gruppo ci sono altri giocatori di esperienza che sono dei leader, Ghiraldini, Castrogiovanni, lo stesso Mauro Bergamasco e Ugo Gori che sta crescendo, ma un giocatore come Sergio è un fuoriclasse”, così l’estremo Luke McLean riassume il concetto di tutti gli azzurri. Contro l’Irlanda si prepara un’Italia che ha bisogno del suo capitano ma allo stesso tempo deve esserne indipendente, in caso non possa giocare.

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