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28 ottobre 2015

Verso la finale Australia-All Blacks. Brividi fino al Giappone

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Dan Carter (primo a sinistra), il numero 10 degli All Blacks, l'uomo dei record

Sabato il big match conclusivo che terrà sveglia l'Oceania. Ma grande attesa nel Paese del Sol Levante, che ospiterà la prossima Coppa del Mondo nel 2019. Prova generale per quando (un anno dopo) Tokyo riceverà l'Olimpiade, nel 2020

di Lia Capizzi

Le due facce di un'attesa diluita negli anni. C'è l'attesa di adesso, quella per sabato, per la finale tra Nuova Zelanda e Australia, capace di fermare un'intera cittadina come Southbridge, a una manciata di chilometri da Christchurch, dove è nato e dove ha iniziato a giocare a rugby a 5 anni Dan Carter, il numero 10 degli All Blacks, l'uomo dei record di punti segnati, il rugbista più pagato al mondo: dopo il Mondiale vestirà la maglia del club parigino del Racing, 1 milione e mezzo di contratto per un anno.


A Southbridge tutto parla di lui, i parenti gonfiano il petto come la prozia che espone la bandiera con la felce d'argento e come i bambini che sognano di emularlo.

A 10mila chilometri di distanza ci sono altri bimbi che invece la palla ovale hanno appena iniziato a sognarla. Siamo a Tokyo dove il rugby è diventato improvvisamente lo sport di moda grazie alla nazionale giapponese, vera rivelazione di questa Coppa del Mondo, con la vittoria storica all'ultimo minuto sul Sudafrica. Anche il Primo Ministro Abe cavalca l'entusiasmo per uno sport che 20anni fa i militari britannici hanno fatto conoscere ai locali. E tra 4 anni sarà proprio il Giappone a ospitare la prossima Coppa del Mondo nel 2019, una prova generale quando un anno dopo Tokyo ospiterà l'Olimpiade, nel 2020. Dunque, ci sono i bimbi di oggi in Nuova Zelanda e i bimbi di domani in Giappone, nel rugby è tutta una questione di attesa.

 

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