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30 ottobre 2015

Nuova Zelanda-Australia per la gloria, 6 motivi per non perdersi la finale

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Dopo 47 match e più di 260 mete il Mondiale è arrivato all’atto conclusivo. L’uragano Savea, il coraggio di Owens, i record di McCaw e la spinta devastante delle due mischie sono alcune delle ragioni per gustarsi la sfida tra All Blacks e Wallabies

di Lia Capizzi

Il coraggio di Webb Ellis quando nel 1823 sfidò i compagni di college, nella cittadina di Rugby, e durante una partita a calcio prese la palla in mano per correre in avanti. La Coppa del Mondo che porta il suo nome pesa solo 4,5 Kg, una inezia rispetto ai 913 Kg degli 8 avanti australiani, 901 invece i chili dei neozelandesi.

1.
In tutto 16 uomini che compongono due mischie capaci di produrre una spinta massima di quasi 18mila Newton, come la spinta di due elefanti.

2
. Il capitano degli All Blacks, Richie McCaw, forse il più grande rugbista di sempre, con record mondiale di caps (147), uno che pur di recuperare palloni, "mette sempre la testa dove altri non avrebbero il coraggio di mettere i piedi".

3.
Il coraggio di un ct come Michael Cheika capace di sfidare le rigide regole della Federazione Australiana che esiliano i wallabies che giocano all'estero. "Non me ne frega nulla, io voglio loro e voi li richiamate". E Giteau, Mitchell e Douglas partono titolari in finale.

4.
Avrebbe il coraggio di sfidare Usain Bolt, il neozelandese Julian Savea capace di correre alla velocità di 7,3 metri al secondo. Se Bolt è un fulmine, lui è un uragano con l'energia cinetica di un autobus da 10 tonnellate.

5.
Il coraggio del capitano australiano Stephen Moore di rialzarsi dopo essersi rotto il ginocchio un anno fa, per portare l'Australia dove non è mai stata: se vince diventa per la prima volta numero Uno nel World Ranking.

6.
Il coraggio di sfidare i bacchettoni, quello che ha avuto Nigel Owens, il miglior arbitro internazionale, quando nel 2007 alzò la mano e a tutto il Mondo disse: "Io sono omosessuale, se non vi va bene non è un mio problema".

Dopo 43 giorni, dopo 47 match, dopo più di 260 mete, ci aspetta la finale più coraggiosa della storia del rugby.



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