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06 febbraio 2016

Che bella Italia a Parigi: la miglior sconfitta di sempre

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Contro la Francia si è vista l’Italia degli italiani veri, quelli della nuova Italia: da Gega, albanese di nascita, a Odiete, papà nigeriano e mamma italiana, di giocatori presi dal campionato d’Eccellenza, o di riserva rispetto al Pro12, del solito fuoriclasse Parisse e dei debuttanti che finalmente mettono in discussione gerarchie troppo stabili negli ultimi anni

di Francesco Pierantozzi

Passione, coraggio, determinazione, unità… sembra l’elenco dei valori del rugby presi da un manuale, invece sono presi dalla partita dell’Italia a Parigi contro la Francia. Due punti di scarto, 23-21, ma un punto vero da cui ripartire, senza parlare della solita, ormai “pallosa”, onorevole sconfitta.

Un punto che va oltre le statistiche, perché un placcaggio va interpretato nella sua efficacia, perché un pallone portato avanti non è sempre uguale, perché si possono sbagliare due calci piazzati fattibili se poi si mette un drop e si mette soprattutto fiducia nei compagni. E’ l’Italia degli italiani veri, quelli della nuova Italia, con Gega, albanese di nascita, e Odiete, papà nigeriano e mamma italiana, di giocatori presi dal campionato d’Eccellenza, o di riserva rispetto al Pro12, del solito fuoriclasse Parisse e dei debuttanti che finalmente mettono in discussione gerarchie troppo stabili negli ultimi anni.
Canna è sfrontato, senza essere Dominguez, ha quella che troppo spesso si appiccica un po' alla svelta agli sportivi, la abusata “personalità”, Gori è un leader, Minto e Zanni due lavoratori che qualunque azienda vorrebbe avere e userebbe come esempio, Campagnaro è ancora più tonico da quando è in Inghilterra, Garcia è un tuttofare, anche un po’ azzoppato.

Certo poi bisognerebbe evitare qualche errore (lanci in touche), essere più disciplinati (12 punizioni), non sbagliare piazzati alla portata, ed essere più svegli, reattivi, quando gli avversari (meta Bonneval) battono rapidamente un calcio di punizione, la cosa più grave di tutte le altre. I valori non sono così diversi per il resto con la Francia, anzi…e la differenza di due punti è la miglior sconfitta di sempre a Parigi. E’ solo un valore aritmetico, ma non è da buttare...

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