Caricamento in corso...
12 marzo 2016

L'Italrugby vede il cucchiaio di legno, azzurri travolti dall'Irlanda

print-icon
irl

Altra pesantissima sconfitta per l'Italia a Dublino (Getty)

Nella quarta giornata, a Dublino, i ragazzi di Brunel incassano ancora un’altra pesantissima sconfitta: la quarta di questo torneo. I verdi di Schmidt vincono 58-15. Di Odiete e Sarto le due mete azzurre

Sconfitta pesantissima per l'Italrugby all'Aviva Stadium di Dublino nella quarta e penultima giornata del Sei Nazioni 2016. Gli azzurri del ct Brunel si sono arresi all'Irlanda con il punteggio di 58-15, collezionando così il quarto ko in altrettante gare disputate nel Torneo. Sabato prossimo ultima sfida in Galles per evitare il 'cucchaio di legno'.


"Cosa non ha funzionato? La nostra difesa, semplice: quando abbiamo avuto il pallone siamo riusciti a metterli in difficoltà, ma mai abbiamo avuto la capacità di contrastarli in attacco". Questa l'analisi del ct dell'Italrugby, Jacques Brunel, dopo la pesante sconfitta subita contro l'Irlanda. "Oggi abbiamo sbagliato partita - spiega il coach azzurro - poi si possono trovare tutti gli aspetti negativi. Non possiamo però dimenticare che nel finale c'erano in campo Zanusso, Fabiani, Ceccarelli e Steyn, tanti ragazzi che non hanno mai giocato a questi livelli e che dunque non possono essere pronti per partite del genere. Serve esperienza - conclude Brunel - e oggi questi giocatori hanno imparato quale è il livello di una squadra come l'Irlanda""E' difficile trovare le parole giuste dopo una sconfitta del genere, i ragazzi che sono entrati ci hanno dato una spinta nonostante il risultato. Avevo detto che se avessimo lasciato giocare l'Irlanda con tranquillità e senza pressione, sarebbe stata durissima, e quando la testa in certi momenti molla, molla anche il fisico". Così Sergio Parisse commenta il duro ko rimediato dall'Italrugby. "Un'involuzione? Sì, se si vede il risultato – spiega il capitano azzurro - C'è un cambio generazionale, sono tanti i ragazzi che muovono i loro primi pass: non è una scusa o un alibi, sono convinto che tantissimi stanno imparando primain questo Sei Nazioni che in due o tre stagioni in Italia. Questa è la realtà, bisogna restare positivi e aiutare questi ragazzi a crescere per il futuro. Ci sono ragazzi con tantissime qualità fisiche ma bisogna lavorare di più, senza accontentarsi di giocare in franchigie importanti o in Nazionale. C'è da capire - conclude Parisse - che si può sempre migliorare e come movimento dobbiamo renderci conto che bisogna cambiare strada e vedere se le cose finora fatte ci hanno dato risultati o no".

Tutti i siti Sky