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08 febbraio 2016

Superbowl, Denver sbrana Carolina e trionfa in California

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A Santa Clara i Broncos vincono la cinquantesima edizione del Superbowl battendo i Panthers 24-10 grazie alla difesa impenetrabile. Terzo successo per la squadra del Colorado, secondo titolo per il quarantenne fuoriclasse Manning nella partita d'addio

di Marcello Barisione

A Santa Clara, California, i Denver Broncos vincono la cinquantesima edizione del Superbowl battendo i Carolina Panthers 24-10. Von Miller nominato MVP della partita.

Il mondo si ferma al Levi’s Stadium per il Super Bowl 50. Carolina e Denver si giocano il grande ballo, e quando si parla di Super Bowl si parla di numeri. La vittoria è nascosta tra le statistiche, negli schemi e nella preparazione al match di due squadre che arrivano a giocarsi il titolo nelle migliori condizioni possibili dopo una stagione eccezionale. Migliore attacco contro migliore difesa. Numero uno della AFC contro numero uno della NFC e due Qb tanto diversi quanto decisivi.

 


Si capisce subito che per l’MVP della stagione Cam Newton non sarà una passeggiata perché Peyton Manning, il QB più vecchio mai sceso in campo in un Super Bowl non comincia male, anzi regala una buona posizione di campo ai Broncos che vanno a segno con un Field Goal di Mc Manus. Carolina è la migliore squadra della lega e Newton, a giudicare dalla sua concentrazione al momento dell’inno nazionale, cantato magistralmente da Lady Gaga, non vede l’ora di farsi valere. Di fronte però ha la difesa di Denver che non gli lascia respiro.



Difficile per Cam lanciare, ancora più difficile difendersi dalla arrembante linea offensiva degli orange che saccano Newton, gli rubano palla e segnano uno splendido TD difensivo con Jackson. Siamo 10-0 e Carolina accusa il colpo, ma la reazione è ottima, soprattutto della difesa che imbriglia per bene Manning, e recupera campo e fiducia. Newton sale in cattedra con le sue corse, qualche lancio per Olsen e per Stewart è un gioco da ragazzi segnare il suo primo TD di corsa. Carolina è viva e arriva a quota 7 con il punto addizionale di Gano. Manca ancora tanto tempo all’half time show e le difese, già decisive si spartiscono il tempo che resta a suon di intercetti, sack, e recuperi fenomenali. Succede di tutto ma arrivano solo altri tre punti per Denver che va a segno ancora con Mc Manus prima di lasciare spazio ai Coldplay.

Santa Clara regala al mondo uno show indimenticabile: comincia Chris Martin poi arrivano Bruno Mars e Beyonce prima di un commuovente omaggio agli half time show con le immagini degli storici concerti sul campo (Michael Jackson e Boss compresi) e uno spettacolo super in stile Flower Power con tutti gli artisti contemporaneamente sul palco.



La ripresa comincia nel segno di Manning, il vecchietto è fermo sulle gambe ma il braccio funziona ancora, arrivano yard e punti, non 7 ma ancora 3 merito del solito McManus. Carolina insegue, ci prova ma la difesa di Denver non lascia spazio. Newton non ci sta, porta i suoi almeno in zona Field Goal ma Gano calcia sul palo la palla del 10-13. Il migliore attacco della Lega, capace di segnare 80 punti nelle prime due partite di post season, rimane bloccato a sette e quel che è peggio Denver mette a segno un altro Field Goal per il 16-7 che pesa come una tonnellata sull’attacco di Carolina bloccato in ogni sua iniziativa fino alla fine del quarto.

A 15 minuti dal termine Manning con poco più di 100 yards lanciate, un intercetto e zero Touchdown pass (le peggiori stats mai viste in un Super Bowl) ha in mano la partita ma la sua stabilità viene messa ancora a dura prova dalla difesa di Panthers che stavolta ricambiano il favore e grazie al terzo Sack di Ealy recuperano palla a centrocampo. Manning è spento, Newton si accende per accorciare le distanze stavolta grazie al piede di Gano. La partita va avanti e quello che succede tiene fede al motto di Vince lombardi “l’attacco vende i biglietti, ma è la difesa che vince le partite”.

Denver non avanza ma ci pensa la difesa a chiudere la gara con la solita manovra: Sack sul povero e indifeso Newton, palla recuperata e un paio di yards da correre per Anderson che con la giocata da due punti manda tutti a casa.  Quello che avanza è garbage time, la difesa arancione ha fatto il suo capolavoro e, mentre piovono altri Sack, è un difensore, Von Miller, a vincere il titolo di miglior giocatore della serata a coronamento di una gara sensazionale. Nel tripudio di Santa Clara Manning con la peggiore statistica di un QB al  Super Bowl si gode la pensione con l’anello che gli mancava dai tempi di Indianapolis e la festa è tutta per Denver capace sul campo di ottenere una vittoria meritata con una prestazione difensiva che di certo entrerà nella storia.

 

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