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27 agosto 2016

Lotta al razzismo, star Nfl non si alza per l'inno

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Colin Kaepernick in azione contro i Green Bay Packers al Levi's Stadium di Santa Clara, California (Getty)

Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, rimane seduto durante l'esecuzione dell'inno nazionale e finisce nella bufera. Il numero 7 della squadra californiana ha assunto una posizione chiarissima prima della sfida casalinga di preseason contro i Green Bay Packers

"Non mi alzo per mostrare orgoglio verso la bandiera di un paese che opprime i neri". Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, rimane seduto durante l'esecuzione dell'inno nazionale e finisce nella bufera. Il numero 7 della squadra californiana ha assunto una posizione chiarissima prima della sfida casalinga di preseason contro i Green Bay Packers.

Durante l'esecuzione dell'inno nazionale The Star Spangled Banner, 'Kap' è rimasto seduto, unico tra i giocatori di entrambe le squadre. Una foto scattata dalla tribune lo ha immortalato in panchina, sulla side line, lontano dai compagni, e ha fatto esplodere il caso in tutto il suo fragore in un periodo in cui gli Stati Uniti sono scossi dalle tensioni legale alle uccisioni di afroamericani da parte della polizia.

Dai propri profili social, oltre 800mila i follower su Twitter, Kaepernick ha da tempo manifestato il proprio sostegno alla campagna 'Black lives matter' e ha assunto posizioni nette in relazione agli episodi di cronaca che hanno monopolizzato il dibattito negli ultimi mesi. Il comportamento tenuto in campo, alla prima apparizione stagionale dopo uno stop per problemi fisici, non può essere considerato una sorpresa assoluta. La 'sfida' all'inno, però, non poteva certo passare inosservata in un paese che onora le sue forze armate anche nelle giornate di sport.

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