Il sistema sportivo italiano "trova alimento finanziario dalla spesa delle famiglie che incide per oltre il 70% sul fatturato complessivo dello sport". E' quanto si legge nel "1° rapporto Sport e Società" realizzato dal Censis con la collaborazione del Coni e presentato presso il Salone d'Onore del Comitato Olimpico italiano. "La spesa centrale resta sostanzialmente residuale in relazione alla spesa pubblica (meno dell'1% del Pil) senza calcolare i ritorni fiscali dell'occupazione sportiva, della Siae, di tutto l'indotto dei media e le consistenti entrate derivanti dai giochi sportivi". Gli  impegni più gravosi per lo Stato si indirizzano "alla quota assegnata annualmente al Comitato olimpico nazionale (450 milioni di euro) e ai  contributi 'una tantum' per grandi eventi internazionali".

Per quanto riguarda la pratica sportiva."Ci preoccupa moltissimo l'aumento del numero di sedentari, ma soprattutto la loro età: dai 25 anni in poi la pratica sportiva diminuisce sensibilmente". E' l'allarme lanciato dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, illustrando la situazione nazionale. "Il numero di sedentari - ha aggiunto il n.1 del Coni - cresce già nelle fasce giovanili con rischi di danni alla salute irreversibili". Petrucci ha messo in evidenza i dati confortanti dell'organizzazione sportiva (+20% di tesserati  negli ultimi 10 anni), ma ha sottolineato che la crisi attuale  penalizza il mondo dello sport. "Il nostro è un mondo di volontari, siamo i più esposti, un taglio economico porta una riduzione a sponsorizzazione, pubblicità e trasferimento di contributi".

"Sappiamo che il Paese ha problemi più gravi - ha concluso Petrucci che giovedì sarà ascoltato dalla settima commissione  del Senato per una indagine conoscitiva sulle società dilettantistiche - ma ci auguriamo che Governo e Parlamento non  ci faranno mancare il loro impegno".

Gli italiani che praticano calcio e ginnastica rappresentano circa la metà del totale dei cittadini che nel 2006 hanno svolto uno o più sport con continuità o con cadenza saltuaria. Nel 2006 il calcio, che comprende al proprio interno anche il calcio a 5, risulta praticato da 4 milioni 152mila persone (24,2%). Il gruppo di attività in cui sono presenti ginnastica, fitness, aerobica e cultura fisica sono stati praticati da 4 milioni 320mila  persone (25,2% del totale). Le attività ginniche hanno dunque superato il calcio e risultano allo stato attuale l'attivita' più praticata. Al terzo posto il nuoto con 3 milioni 900mila praticanti.