C'è dentro tutta la Sidewalk University: l'università del marciapiede, quella dove è cresciuto e si è abbrutito. E ' l'autobiografia cruda di Mike Tyson, 47 anni, tanti soprannomi: King-Kong, Cannibale, Iron Mike, conte Ugolino della boxe (per il morso col quale staccò un pezzo d'orecchio a Evander Holyfield).

Nel libro c'è soprattutto la storia sincera del più giovane campione mondiale dei massimi della storia, a soli 20 anni. Un picchiatore, il re dei ko: 44 in 58 incontri. Un bruto. Che, arrivando sotto i riflettori dal finimodo del ghetto, ha poi fatto una vita da nababbo, 300 milioni di dollari in tasca. Tutti bruciati. In bancarotta dal 2003. La sua è la parabola di un ragazzino che per anni fu bersaglio degli scherni dei più grandi, che lo chiamavano “Fatina”. Si è definito spesso la pecora nera della famiglia, ma per tutta l’infanzia è stato docilissimo, sempre in cerca di riconoscimento e di calore. Ha amorevolmente allevato piccioni. E' stato sempre il candidato ideale alla delinquenza di strada, e al carcere minorile, dove infatti finisce.

La sua autobiografia (dove c'è da leggere di tutto e ancora di più) si intitola True (edizione italiana di Piemme, dal 19 novembre in libreria) ed è stata scritta con il giornalista Larry Sloman. Una vita pesante: droghe, pugni, alcol, dolore, solitudine, tradimenti. Da cui oggi implora di uscire. Anche perché ha otto figli. Una Exodus, è morta a quattro anni nel 2009 strozzandosi per sbaglio con una corda. Un'altra si chiama Milan, forse in memoria di un vecchio incontro di tanti anni fa tra Tyson e Silvio Berlusconi. True contiene i trionfi, le cadute, le battaglie per uscire dalla dipendenza da ogni tipo di sostanza: è insomma molto di più di una biografia. E' l’epopea di un uomo che ora dice di sé "sono diventato vecchio troppo presto e intelligente troppo tardi". Da non perdere.