La corsa inarrestabile verso il successo di Rickie Fowler è cominciata a maggio dell’anno scorso. Ed eccolo qui a festeggiare ancora una volta, l’ultimo trionfo, uno di quelli con il montepremi più ricco del tour europeo sullo splendido percorso dell’Abu Dhabi Golf Club. A 27 anni Rickie, occhi grandi, bella faccia da far impazzire le ragazze americane, Yutaka di secondo nome, giapponese al 100% come il nonno materno e come uno dei suoi due tatuaggi, nel giro di nove mesi conta quattro vittorie importanti, prima il Players Championship considerato il “quinto” major, poi lo Scottish Open ed il Deutsche Bank Championship fino a qui negli Emirati Arabi, dove primeggia in un field pieno zeppo di top player compresi i primi sei del ranking mondiale ed alza la coppa al cielo dopo un ultimo giro quasi perfetto come la sua maglietta arancione, un classico per ricordare da dove è venuto, la sua scuola, l’Oklahoma State University.

Stato di grazia
- Non ha ancora 30 anni Rickie Fowler, ma sta attraversando davvero un momento di grazia, sarà forse merito del lavoro fatto con il suo attuale coach Buch Harmon, ex allenatore anche di Tiger Woods e dell’esperienza accumulata negli ultimi anni, comprese due Ryder Cup nel 2010 in Galles, l’anno dei fratelli Molinari, e quella datata 2014. Una scalata, quella di Rickie, verso vette sempre più alte. Ora, dopo il brivido di essere il numero 4 del mondo, c’è quello di portare a casa la vittoria in un major, ad aprile c’è l’Augusta Masters e a luglio, c’è forse il major più desiderato di tutti: l’appuntamento è al Royal Troon per l’Open Championship.