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di PIERLUIGI PARDO

Al piano mezzanino del “Centurion Lake Hotel” manca soltanto che qualcuno si metta a ballare il samba. I nostri avversari hanno facce serene e sorrisi sinceri. In Africa nella storia hanno sempre vinto, 9 partite su 9. In questa Confederations dopo aver tremato con l’Egitto quando ancora si sentivano addosso il jet-lag per il lungo viaggio dal Brasile, hanno passeggiato con gli Stati Uniti. Ieri hanno visitato il “Lions Park” tutti insieme e hanno giocato a “Bingo” facendo ritardare di un’ora la conferenza stampa di Maicon e Gilberto Silva.

C’ha pensato un giornalista di carta stampata a far passare con allegria il tempo con una, a quanto pare strepitosa, imitazione del presidente Lula. Nell’albergo ci sono troupe televisive, le camicie verdi di Rete Globo, in totale 115 tra giornalisti e tecnici, glorie del passato, Falcao e Aldair, ieri lungamente a colloquio con il ct Dunga.

Caos, nemmeno troppo calmo. Allegria e chiasso. Dieci chilometri più in là c’è “Irene”, il lodge che ospita l’Italia. Inespugnabile, inavvicinabile. Al massimo si arriva alla sbarra. Gli unici momenti di contatto sono le conferenze stampa. Il pullman arriva in uno spazio dedicato e scarica chi dovrà parlare. Approcci diversi. La piazza e il bunker. Domani sera, a Pretoria, si incontreranno.