COSI' LA CONFEDERATIONS CUP SU SKY
SPORT
COMMENTA NEL FORUM DELLE NAZIONALI
Brasile-Usa, tradizione contro novità, per una conferma o una clamorosa sorpresa. La finale della Confederations Cup può dare uno scossone al calcio in caso di successo degli americani, o confermare che la squadra dei sogni è quella che porta i colori della Seleçao. E favorita, almeno così ritiene, per trionfare in Sudafrica anche tra dodici mesi, quando si giocherà per il titolo mondiale. Quanto agli statunitensi, vorrebbero fare la storia e sanno di essere a un passo dall'impresa, pur con la consapevolezza che non sarà affatto facile.
A guardare i precedenti, una finale di Confederations Cup dall'esito talmente scontato da rendere difficile credere che lo sia: 13 vittorie per la Seleçao in 14 confronti diretti. Unica eccezione, la semifinale di Gold Cup del 1998. 1-0 per gli americani il 10 febbraio a Los Angeles, gol di "Preki" Radosavljevic. Era un Brasile sperimentale, molto diverso da quello che Mario Zagallo avrebbe portato in finale al mondiale francese, ma batterlo bastò alla squadra, allora allenata da Steve Sampson, per iniziare prendere coscienza di sé. Un precedente beneagurante, l'unico, cui fa da contraltare quello più recente: il 3-0 del 18 giugno a Pretoria, gol di Felipe Melo, Robinho e Maicon.
Anche questo di Dunga è, in qualche ruolo, un Brasile sperimentale. Perché il "Cucciolo" ha appena lanciato titolare Ramires e deve risolvere l'enigma del terzino sinistro: André Santos o Dani Alves spostato sulla fascia opposta a quella abituale per non rinunciare, a destra, al fenomenale Maicon. Uno dei punti fermi della squadra che, fra un anno, tornerà in Sud Africa da favorita del mondiale. Gli altri si chiamano Julio Cesar, Lucio, Kakà e Luis Fabiano, cui basta un gol per vincere la classifica dei marcatori e, magari, questa Confederations Cup.




