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NEWS: Sport e razzismo, quanti casi
FOTO: Manchester-Liverpool, Suarez non stringe la mano a Evra

"I'm sorry". In ritardo, ma le scuse arrivano. Scuse sincere o forzate? Non si sa, ma almeno un passo è stato fatto. "Ho sbagliato, mi dispiace. Dovevo stringere la mano di Evra". Luis Suarez, attaccante del Liverpool, fa mea culpa dopo il pessimo comportamento tenuto ieri all'Old Trafford, prima della sfida persa 2-1 contro il Manchester United. Suarez ha rifiutato di stringere la mano di Patrice Evra: nella gara di andata l'uruguayano aveva indirizzato insulti razzisti all'avversario, rimediando 8 giornate di squalifica. Ieri, Suarez è finito nuovamente al centro delle polemiche. Anche perché, al termine del match, su Twitter, aveva scritto: "Non tutto quello che accade è come sembra".

"Ho parlato con Dalglish dopo la partita all'Old Trafford e mi sono reso conto di aver sbagliato. Non ho deluso solo lui, ho deluso anche il club e mi dispiace. Ho commesso un errore, sono pentito. Avrei dovuto stringere la mano di Patrice Evra prima del match e voglio scusarmi per le mie azioni", dice Suarez dal sito dei reds. "Vorrei mettermi tutta la vicenda alle spalle e pensare a giocare".

Okaka: gesto inqualificabile - "Ho letto del gesto di Luis Suarez e mi ha molto meravigliato che sia successo in Inghilterra, un Paese multietnico, dove tutti si rispettano. Che poi sia accaduto su un campo di calcio inglese mi sembra davvero incredibile". Stefano Okaka, attaccante della Roma in prestito al Parma, in Premier League ha giocato per quasi un anno, nel 2010 con la maglia del Fulham. Conosce bene il clima che si respira in quel campionato, dove la percentuale di giocatori di colore è altissima. Per questo Okaka non si capacita di quanto accaduto ieri, quando Suarez, attaccante del Liverpool, non ha voluto stringere la mano a Patrick Evra (Manchester United).

Okaka lo bolla come "inqualificabile". E rifiuta le argomentazioni di chi cerca di spiegare il gesto con precedenti ruggini tra i due: "Suarez è stato punito con otto giornate di stop per insulti razzisti. Ci sono le prove, lo hanno dimostrato le immagini televisive, svelando il suo labiale. Il tempo per pensare, e pentirsi, di quello che aveva fatto non gli è mancato. Se si ostina a tenere certi atteggiamenti vuol dire che questo è quello che sente. Peggio per lui". Quanto al suo periodo in Premier League, il ricordo che conserva Okaka è ottimo: "È stata un'esperienza bellissima. Positiva in tutti i sensi. E nessuno mi ha mai fatto pesare il colore della mia pelle". 

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