TOTTENHAM-INTER 3-0
6' Bale, 18' Sigurdsson, 52' Vertonghen

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Un piede fuori dall'Europa, forse anche qualcosa di più. L'Inter esce da White Hart Lane con le ossa rotte e con un passivo, 3-0, che sarà difficilmente recuperabile nella gara di ritorno.
Troppo Tottenham per la squadra di Stramaccioni, senza idee, incapace di pungere, svagata ogni volta che un pallone piove in area. Pane per i denti degli inglesi, che su quei palloni si sono avventati arrivando sempre per primi, e costruendo così buona parte del loro successo. Il resto l'hanno fatto la velocità di Lennon, l'aggressività degli uomini di Villas-Boas e la convinzione di gente come Dembelé, al cui cospetto Kovacic e Alvarez volano via come piume.

I nerazzurri (questa sera in completo rosso) scendono in campo (con Cassano, senza Palacio) sapendo di dover fare attenzione al pericolo numero uno del Tottenham, quel Bale che in una gara di Champions del 2010 ne aveva infilati tre a San Siro. Da quel giorno, il gallese è cresciuto ulteriormente, il Tottenham va a gonfie vele anche in Premier: insomma, l'Inter è avvisata. Tempo 6' e Bale ha già segnato. Sigurdsson crossa da sinistra, Bale in mezzo all'area stacca da centravanti consumato sorprendendo Cambiasso e fa 1-0. L'Inter deve già inseguire. Paradossalmente, l'unica buona notizia di un inizio da incubo le arriva proprio da Bale, che al 15' si tuffa in area e si becca il giallo per simulazione che gli farà saltare la gara di ritorno.

Piccola consolazione, perché dopo 3' il Tottenham torna a far male. Lennon da destra mette in mezzo rasoterra, Defoe è liberissimo di arpionare il pallone, girarsi e calciare di sinistro dal dischetto del rigore. Handanovic, al solito, fa il miracolo e respinge, ma non può nulla sul tap-in di Sigurdsson. Dopo 18', l'Inter è sotto 2-0.
L'unica occasione per riaprire la gara capita sui piedi di Alvarez, poco prima dell'intervallo, ma l'argentino, solo davanti al portiere, con tutto il tempo a disposizione per prendere la mira e con la palla sul suo sinistro, si divora il gol incrociando male e calciando fuori.

La disfatta viene completata all'inizio della ripresa. Troppo forti gli inglesi su palla inattiva, troppo distratta l'Inter nelle marcature. Così Vertonghen prima grazia Pereira (al quale era sfuggito su punizione scodellata da Bale all'altezza del secondo palo) e pochi minuti dopo non perdona, incornando un calcio d'angolo sotto lo sguardo di un impotente Cambiasso.
La serata si conferma storta fino in fondo: al 74' Palacio (entrato nella ripresa) si trova solo davanti a Friedel, prova a piazzarla, ma il portiere si oppone parando di piede.
Avrebbe dato un senso alla gara di ritorno, ma dire che sarebbe stato un gol meritato significherebbe mentire.