Il Real Madrid ha esonerato Rafa Benitez. Al suo posto arriva Zinedine Zidane. Dopo le indiscrezioni del pomeriggio, in serata è arrivata l'ufficialità del cambio di panchina per il club merengue. Lo ha comunicato il presidente Florentino Perez in una conferenza stampa al Bernabeu, senza domande. alla presenza dello stesso Zidane.Sei mesi esatti per tornare a casa, cullare un sogno e, soprattutto, inimicarsi tutti: giocatori, media e tifosi. E' quanto è durata la parabola di Rafa Benitez, esonerato oggi dal Real Madrid dove era arrivato - e non certo in pompa magna, vista l'acclarata disaffezione del tifo merengue che non ha mai smesso di amare Carletto Ancelotti, il tecnico della 'Decima' - il 3 giugno scorso, quando fu ufficializzato il suo arrivo al Bernabeu. Il presidentissimo Florentino Perez ha resistito finché ha potuto, addirittura rischiando di inimicarsi qualche big dello spogliatoio ("O io o lui", le parole di C.Ronaldo riportate dai media spagnoli), ma alla fine ha dovuto cedere: Rafa Benitez se ne va e al suo posto arriva Zinedine Zidane, allenatore del Castilla, la squadra B dei madrileni, uno che a Madrid in 5 anni ha vinto tanto, conosce tutti e ha lasciato il segno.


"Zidane sa cosa significhi essere qui. Sa della passione e del lavoro che richiede la panchina del Real. Conosce il club, tutti i giocatori e ha sempre saputo affrontare con successo le più grandi sfide. Zidane è una leggenda per i nostri tifosi e questo è un gran giorno per il madridismo", le parole del presidente.

"Ci metterò tutto il cuore per fare andare tutto bene", le prime parole del francese arrivato a sorpresa assieme a Florentino Perez in conferenza stampa. "Voglio ringraziare il club, il presidente per l'opportunità che mi da' di allenare questa squadra", ha aggiunto emozionato prima di evocare l'orgoglio madridista: "Abbiamo il miglior club del mondo, la migliore tifoseria del mondo e quello che io voglio provare a fare è il meglio possibile: vincere subito. Credo che tutto andrà bene a iniziare da domani quando insieme alla squadra cominceremo a lavorare. Per me è un giorno importante - chiude - e c'è un po' di emozione, ma lo era stato anche quando sono venuto qui da giocatore, ma già domani sarà diverso".

Per Rafa Benitez solo poche parole di commiato ("E' persona magnifica e grande professionista, siamo contenti del suo impegno", il laconico saluto di Perez) e zero rimpianti. E sicuramente - paradosso della storia - l'ex Napoli ricorderà con piu' effetto lo striscione esposto ieri sera al Mestalla ("ci hai regalato gli anni migliori delle nostre vite, grazie Rafa!"), dove non è stato mai dimenticato, anche se stavolta ricorderà Valencia come la fine di un sogno.