Quando Robert Huth, nell’ultima gara contro lo Stoke City, ha calciato una punizione così sbilenca da mandare la palla in fallo laterale, ne abbiamo avuto la conferma: sì, il Leicester di Ranieri può davvero vincere la Premier. Lo si intuisce dalla reazione del giocatore stesso e dei suoi compagni, più divertiti che irritati di fronte a quel tiraccio, sintomo che nello spogliatoio si respira l’aria giusta. Tre punti di vantaggio a 15 partite dalla fine del campionato non sono nulla, specie quando a inseguirti sono due squali come City e Arsenal. Ma ci sono 5 validi motivi che ci fanno pensare che il pesce piccolo possa riuscire a fare l’impresa.

 

1. Tante big fuori dai giochi

Sarà una coincidenza astrale particolarmente fortunata, ma un’annata del genere difficilmente si ripresenterà. Chelsea campione in carica fuori dai giochi già a novembre, tra dissidi interni e flop in campo; Manchester United ancora alla ricerca di se stesso, identità perduta con l’addio di Sir Alex, c’è poco da dire; Liverpool in fase di riavvio, con il nuovo corso affidato a Klopp e i necessari tempi che ne conseguono per far suonare l’orchestra come piace al maestro tedesco che assemblò quel fantastico Dortmund. Aggiungiamoci un Arsenal incostante quasi per natura e un City che sembra godere nel mettersi in difficoltà da solo, incapace di approfittare dell’autoesclusione delle sue principali concorrenti e con Pellegrini che probabilmente non ha più in mano lo spogliatoio dopo l’annuncio dell’addio al Bayern di Guardiola. Quando mai si ripresenterà un quadro del genere? Pensare che ad approfittarne, al momento, sia una squadra che un anno fa lottava per non retrocedere, è abbastanza curioso.

 

2. Le ali dell’entusiasmo

All’inizio dell’anno, quando era reduce da una salvezza piuttosto sudata, i bookmakers quotavano il Leicester campione d’Inghilterra 500 a 1. Scorrere l’albo d’oro degli ultimi 20 anni può dare un’idea del perché. Appena 4 club presenti: i due di Manchester (United con 11 titoli, City con 2), Chelsea (4) e Arsenal (3). Per una “piccola” senza grandi possibilità economiche è praticamente impossibile imporsi, tanto che l’ultima “favola”, quella del Blackburn, risale al 1995. Gli uomini di Ranieri ci stanno provando e hanno dalla loro un'arma micidiale a livello psicologico: la consapevolezza di poter scrivere la storia. Glielo leggi negli occhi, a Ranieri, quando scuote la testa con la faccia furba di chi sa di essere vicino a combinarla davvero grossa.

 

3. Leice…stai senza pensieri

Fuori dalla Fa Cup, eliminata dalla Capital One, nessun impegno di Champions o di Europa League a disturbare il programma della settimana. Sono i “vantaggi” di cui gode la squadra di Ranieri, che può focalizzarsi su un unico obiettivo, il campionato, rispetto alle sue concorrenti dirette. Il City ha già in calendario una finale di Coppa di Lega (contro il Liverpool) e a breve dovrà dedicare parte di testa ed energie all’ottavo di Champions contro la Dinamo Kiev, l’Arsenal dovrà fare lo stesso e per di più contro il Barcellona. Il Tottenham è atteso in Europa League dalla Fiorentina. Tutte e tre, poi, sono ancora in corsa in Fa Cup. La tabella sotto mostra come queste pretendenti al titolo rischino di giocare quasi il doppio delle gare rispetto al Leicester, da qui a fine stagione (al City ne va tolta una di League Cup, dato che ha appena vinto la semifinale). Potremmo dire che Ranieri, con "appena" 15 vittorie, avrebbe la garanzia di vincere il titolo.

 

4. Un maestro italiano della difesa

Non ha la miglior difesa del campionato, ma la mano di un tecnico italiano si vede eccome. Il Leicester è una squadra accorta e compatta, che agisce prevalentemente di rimessa conscia dei propri limiti e dei propri punti di forza, come l’abilità di Vardy quando viene lanciato verso la porta avversaria. Ranieri ha valutato bene il materiale umano che aveva a disposizione e ha trovato la formula perfetta, in cui ognuno si esalta recitando la propria parte. Così Vardy ha messo in fila 11 partite con gol, così Mahrez ha messo in mostra tutto il suo talento: e quando i due hanno iniziato a tirare un po’ il fiato, come era fisiologico che fosse, il Leicester non è affondato, ma ha trovato nuove risorse. E poi difendersi bene non significa necessariamente non segnare. In 23 giornate di Premier, il Leicester ha chiuso senza reti solo in 3 occasioni: al Manchester United dei Rooney, dei Depay e dei Martial, è successo ben 8 volte.

 

5. Un gruppo unito, ma sul serio

Partita contro lo Stoke City, punizione a favore da posizione molto invitante. Così invitante che sono addirittura in due, Huth e Drinkwater, a lasciarsi ingolosire, non trovando un accordo e combinando il pasticcio. Finisce che su quel pallone ci vanno entrambi, quasi in contemporanea, con esito comico. In qualsiasi altra squadra sarebbe finita con i due che si azzuffano e si accusano a vicenda. Non al Leicester. Il video non lo mostra, ma dopo il tiraccio, Huth e Drinkwater ci ridono su e si danno un cinque. Nessuna superstar e un difensore di quasi due metri che tira le punizioni: tutti per Huth e Huth per tutti.