"Non credo ai bookmakers. Quotavano che sarei stato il primo a saltare!". E invece è il primo in classifica. Oggi Claudio Ranieri scherza raggiante, ma sa anche lui che i bookies raramente sbagliano. Ogni tanto però il banco salta. Magari per una puntata senza senso, piazzata in una notte stellata in Cornovaglia dopo qualche drink di troppo. Di quelle che gli amici ti guardano e ti chiedono se hai mai visto una partita di calcio in vita tua, prima di buttare i soldi così.

 

Leigh Herbert di partite ne ha viste parecchie, ma non ha mai scommesso. Nei suoi 38 anni ha giocato qualche volta sui cavalli, mai sul calcio che pure conosce bene. Tifa Leicester da quando aveva 10 anni: lo zio lo portò a vedere le Foxes a Filbert Street. Il vecchio stadio del Leicester buttato giù nel 2003 gli piacque così tanto che anni dopo riuscì persino a lavorarci: Leigh vendeva biglietti della lotteria tra un tempo e l'altro, mentre guardava la sua squadra del cuore fare l'altalena tra Premier e League One. Oggi non vive più a Leicester, però continua a seguire le Foxes anche quando è in vacanza.

 

L'estate scorsa Herbert si trovava in Cornovaglia con la sua compagna, in tenda. "Mi arriva un messaggio di un amico che mi racconta dell'ultima scommessa che ha fatto. E io penso: chissà a quanto è dato il Leicester campione?". È il 5 di agosto, Claudio Ranieri da qualche settimana ha preso il posto di Pearson sulla panchina del Leicester finito 14° nell'ultimo campionato. I malpensanti già si chiedono quanto durerà the Tinkerman in quella Premier da cui manca da 11 anni, reduce dal disastro con la Grecia. Ma non Leigh Herbert: "Mi è sempre piaciuto, fece un grandissimo lavoro al Chelsea, fu lui a mettere le basi per le vittorie di Mourinho. Per questo quando è stato assunto ho pensato che potesse fare qualcosa di speciale".
 

Quella sera di agosto, dopo una rapida ricerca su Google, Leigh scopre che la quota sul Leicester è troppo alta per non provarci: la sua squadra campione a fine anno è pagata 5000 a 1. "Ho pensato che valesse la pena di buttarci un paio di sterline". Anzi, cinque. Che a fine stagione, se Ranieri dovesse davvero fare il miracolo, nelle tasche di Leigh potrebbero diventare 25mila pound.

 

"Non ci ho mai davvero creduto fino alla vittoria di sabato sul City", ci racconta Leigh mostrando lo screenshot del suo account sull'agenzia di scommesse. Come si immagina quel giorno di maggio? "Sarei probabilmente al pub con i miei amici, e sarebbe di sicuro la festa più bella della mia vita, nulla mi toglierà più il sorriso dalla faccia". Anche se 25mila sterline non gli cambierebbero l'esistenza ("Ci pagherei i miei debiti e quelli della mia ragazza, e darei l'acconto per comprarci una casa"), la sua giocata entrerebbe nella storia. Insieme alle Foxes di quell'allenatore italiano che non credeva agli scommettitori.