Scandali, mazzette, manette. L'immagine della Fifa, l'organo di governo del calcio mondiale, è ai minimi storici: l'era Blatter si è chiusa con disonore, tra arresti di dirigenti per corruzione e riciclaggio e pesanti ombre sulle assegnazioni di (quasi) tutti i Mondiali, recenti e futuri. Il vecchio padrone del calcio ha finalmente gettato la spugna: tra pochi giorni, venerdì 26 febbraio, sarà eletto il nuovo presidente della Fifa. Così capiremo chi avrà il compito di ridare credibilità alla più potente (e chiacchierata) associazione dello sport mondiale. Ecco quello che serve sapere per arrivare preparati al voto che può cambiare il futuro di questo gioco: cosa è successo fin qui e cosa succederà.
 

 

1. COME SI È ARRIVATI A QUESTE ELEZIONI?
Lo statuto della Fifa dice che le elezioni per la presidenza devono tenersi nell'anno successivo ad un Mondiale, ma l'ultima Coppa del Mondo risale al 2014. Nel 2015 le elezioni in effetti ci sono state: si è votato il 29 maggio scorso e Joseph Blatter è stato confermato per il suo quinto mandato (era in carica dal 1998), nonostante due giorni prima fosse esploso il più grande scandalo della storia della Fifa. All'alba del 27 maggio nel lussuosissimo hotel Baur au Lac di Zurigo le autorità svizzere, su richiesta dell'Fbi, arrestano 7 dirigenti della Fifa tra cui il presidente della Concacaf, Jeffrey Webb, e quello della Conmebol, Eugenio Figueredo. L'accusa è di corruzione, riciclaggio di denaro e frode su un arco temporale di 24 anni. Tra gli indagati dell'inchiesta targata Usa c'è anche Blatter. Nonostante tutto, lo svizzero viene rieletto presidente: l'unico sfidante, il principe di Giordania Ali Bin Al-Hussein, si ritira dopo la prima votazione. Quattro giorni dopo esplode un altro scandalo: una lettera pubblicata dal New York Times dimostrerebbe che Jerome Valcke, segretario generale della Fifa, era a conoscenza di una tangente di 10 milioni di dollari versata dalla Federazione Sudafricana a Jack Warner, ex vicepresidente Fifa, per l'assegnazione dei Mondiali 2010. Il 2 giugno Blatter annuncia le dimissioni e a luglio fissa per il 26 febbraio 2016 il Congresso straordinario che eleggerà il suo successore.

 

2. COSA È SUCCESSO A PLATINI?
All'indomani dei primi arresti dei dirigenti Fifa (ce ne sono stati altri a dicembre) e delle dimissioni di Blatter, Michel Platini – presidente della Uefa dal 2007 – è dato per favorito come prossimo presidente della Fifa. Il 29 luglio annuncia la sua discesa in campo. Due mesi dopo, Blatter è ufficialmente sotto inchiesta in Svizzera per due vicende distinte, una delle quali però coinvolge anche Platini: il presidente della Fifa nel 2011 avrebbe versato quasi 2 milioni di franchi svizzeri su un conto di Platini, apparentemente per dei lavori svolti dal francese tra il 1999 e il 2002, epoca nella quale – spiegò Le Roi - “la Fifa non poteva pagarmi”. Secondo le autorità però non ci sono contratti di consulenza che giustifichino quei pagamenti. Per questa storia, Blatter e Platini sono stati prima sospesi per 90 giorni e poi squalificati per 8 anni dal Comitato etico della Fifa, che dopo averli ascoltati li ha ritenuti colpevoli di “corruzione e abuso”. E così, a dicembre 2015, la candidatura di Platini a presidente Fifa è decaduta.

 


 

3. COME FUNZIONA L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE FIFA?
L'elezione del presidente si svolge durante il Congresso della Fifa a Zurigo. Qui i rappresentanti delle 209 federazioni nazionali votano in segreto, su un foglio di carta che viene poi inserito in un'urna. Per eleggere il presidente alla prima votazione serve che un candidato ottenga una maggioranza pari ai due terzi dei presenti al Congresso (139 voti su 209, se non diserterà nessuno). Dalla seconda votazione basta la metà dei voti validi più uno. Ad ogni votazione il candidato che ha ottenuto meno voti viene eliminato dalla corsa. Il presidente eletto dura in carica 4 anni e può essere rieletto per un numero di mandati illimitato: Blatter arrivò al quinto.

 

4. CHI SONO I CANDIDATI?
I candidati alla presidenza sono cinque: Gianni Infantino, 45enne svizzero di origini calabresi, segretario generale della Uefa; Salman Ben Ebrahim Al-Khalifa, 50enne sceicco del Bahrein, presidente della Afc (Asian Football Confederation) e vice presidente del Comitato Esecutivo della Fifa; Ali Bin Al-Hussein, 40enne principe di Giordania, già sfidante di Blatter nel 2015; Jérôme Champagne, 57enne francese, ex dirigente Fifa; e Tokyo Sexwale, 62enne sudafricano, magnate dell'energia. In realtà però si tratterà di una sfida a due, con un terzo incomodo potenzialmente decisivo.

 

Dall'alto a sinistra, in senso orario: Tokyo Sexwale, Ali Bin Al-Hussein, Salman Ebrahim Al-Khalifa, Gianni Infantino e Jerome Champagne
 

5. CHI È IL FAVORITO?
Sarà un testa a testa tra lo sceicco Al-Khalifa, che al momento è dato per favorito grazie all'appoggio della Confederazione africana (Caf) e di quella Asiatica (Afc) della quale è presidente, e Gianni Infantino, sostenuto dalla Uefa (Italia compresa), dal Conmebol (Sudamerica) e da 7 Stati del Centro America. Supponendo che le confederazioni dei continenti votassero compatte, cosa comunque improbabile, lo sceicco partirebbe da una base di 100 voti (i 54 dell'Africa e i 46 dell'Asia) contro i 70 voti di Infantino (53 voti della Uefa, 10 del Conmebol e 7 dell'Uncaf). Ballano i voti degli altri 28 paesi del Nord e Centro America che hanno scelto di non esprimere pubblicamente il loro sostegno e i 10 dell'Oceania. Ma soprattutto potrebbero risultare determinanti i “tiratori liberi” di ogni confederazione, specialmente di quella asiatica dove Ali Bin Al-Hussein può riscuotere un gradimento inaspettato. In questa dinamica, è chiaramente Al Khalifa lo sfidante più a rischio di swing vote.

 

6. COME È ANDATA LA CAMPAGNA ELETTORALE?
Quello che ha picchiato più forte è stato Al Bin Al-Hussein, che aveva poco da perdere e tentava di riguadagnare un po' di terreno sul suo diretto concorrente. Perciò ha attaccato duramente Al-Khalifa per il suo ruolo ambiguo nelle torture della polizia sui dissidenti del regime avvenute in Bahrein nel 2011. Poi ha chiesto che le elezioni fossero rimandate perché poco trasparenti, a partire dal metodo di votazione: Al-Hussein vorrebbe che si votasse in una cabina di vetro, richiesta che la Fifa non ha preso in considerazione. Anche Infantino ha avuto i suoi guai: per i malpensanti Gianni e Al-Khalifa sarebbero già d'accordo per spartirsi le poltrone. Con l'elezione dello sceicco a presidente, lo svizzero ex fedelissimo di Platini si accontenterebbe del posto di segretario generale della Fifa, al posto di Valcke licenziato a gennaio. Ipotesi ovviamente smentite dai diretti interessati.

 


 

7. COME ANDRÀ A FINIRE?
Quasi certamente non basterà una votazione per eleggere il presidente. Al-Khalifa, da sempre legato a Blatter nella sua scalata al potere del calcio prima in Bahrein e poi in Asia, punta sull'effetto band-wagon, che porta gli indecisi a salire sul carro del vincitore. Infantino invece spera di ribaltare il pronostico grazie all'aiuto di Ali Bin: una volta tagliato fuori dalla corsa, il principe giordano potrebbe far confluire i suoi voti sul segretario della Uefa, cui è “politicamente” più vicino. Dipenderà da quanti voti Ali Bin riuscirà ad ottenere, e soprattutto cosa avranno deciso i Paesi del Concacaf che non hanno espresso pubblicamente il proprio endorsement. Non va dimenticato che Nord e Centro America sono stati uno dei maggiori centri di potere di Blatter negli ultimi due decenni. Gli ultimi tre presidenti della confederazione (Warner, Webb e Hawit) sono stati tutti arrestati per corruzione.

 

8. IL NUOVO PRESIDENTE FARÀ SPOSTARE I MONDIALI DI RUSSIA 2018 E QATAR 2022?
No. Nonostante i forti sospetti sui metodi che hanno portato all'assegnazione dei Mondiali in Russia e nell'emirato, nessuno dei due favoriti per la presidenza ha parlato di ridiscutere i contratti, almeno finché un'autorità giudiziaria non accerterà che ci siano stati gravi illeciti. Sia Infantino sia Al Khalifa hanno invece annunciato (anche in un'ottica elettorale verso i Paesi più piccoli) l'intenzione di allargare il numero di squadre partecipanti ai Mondiali. Ma nel frattempo i lavori per la prima Coppa del Mondo natalizia della storia proseguono.