INTERVIENI NEL FORUM DELL'INTER

Un cambiamento lo promette ed uno lo fa. José Mourinho ordina, per sabato prossimo, di comunicare alla stampa la lista dei 'non convocati' per Inter-Sampdoria. "Tanto - spiega ai giornalisti, in conferenza stampa - mi chiedete sempre di quelli che non ci sono".
D'altra parte le 'riflessioni' e il faccia a faccia coi giocatori all'indomani del black-out di Bergamo hanno prodotto una mezza rivoluzione in difesa: fuori Maxwell e Cordoba (anche se Materazzi è indisponibile) e, tra gli altri, a casa anche Crespo e Obinna per far posto al rientro di Quaresma e Mancini (anche se Cruz è squalificato). E non è turnover. Mourinho chiarisce che mercoledì - in un quarto di finale di Coppa Italia giocato in sfida secca contro la Roma, cioè la principale se non proprio l'unica antagonista di questo ultimo pezzo di storia nerazzurra - giocherà la squadra "più forte possibile".

Il tecnico portoghese vuole che l'Inter esca subito dal momento negativo: ricordando Bergamo, non fa sconti e non si fa sconti. "Se il problema era fisico, non è una mia responsabilità. Stiamo usando un metodo di preparazione corretto, la mia squadra deve essere pronta a giocare tre partite in una settimana".

"Piuttosto, nel primo tempo si è perso l'orgoglio, la partita, l'atteggiamento, il ritmo, la concentrazione, tutto. Chi ha giocato nella ripresa almeno non ha perso la testa e  abbiamo chiuso il match senza espulsi".
E' vero che "non sono tanti a poter dire di attraversare un momento meno positivo e a stare lo stesso in testa", ma questo  non vuol dire che Mourinho non pretenda dalla squadra una  prontissima riparazione già domani. "Solo due volte, negli  ultimi nove anni di carriera - spiega - ho sentito un sentimento negativo. E una volta è stata questa, ma non e' la fine del  mondo. L'altra volta accadde col Porto, nella stagione 2001/02  quando perdemmo 3-0 a Lisbona contro il Belenenses. La sconfitta successiva arrivò solo nel 2003, quando eravamo già campioni  di Portogallo".

Insomma, la Roma arriva a proposito per ripartire con una striscia di vittorie. "E' una grandissima squadra. Quando  all'inizio è stata in difficoltà, io sono stato tra i pochi a dire che era una squadra top, in corsa per vincere qualcosa d'importante con la qualità dei suoi giocatori e del proprio allenatore".

Mourinho ripresenta Balotelli. "Spero abbia la forza di reagire bene alla pressione creata da chi parlava di lui come di Maradona o di Pele"'. Domani SuperMario è in ballottaggio con Adriano per affiancare Ibrahimovic. Un compito che Mourinho  affida, volta per volta, a interpreti diversi.
"E' un segnale  per dire che il partner ideale di Ibra sarebbe Drogba?", gli domandano. "No - risponde - è il segnale che siamo troppi. Se non fosse così, i giocatori circolerebbero solo tra campo e  panchina".

Mourinho non lo dice, ma pare di capire che avrebbe gradito la partenza di qualcuno là davanti e soprattutto che non  condivide la politica della società di affrettarsi a rinnovare i contratti, come a esempio si sta facendo con quello di Cruz, fino al 2011. "No comment". E ancora 'no comment' sulle dichiarazioni di Moratti ieri. E al pubblico di San Siro  promette: "Sosteneteci durante la partita: se vinciamo uscirò per primo, se perdiamo per ultimo". Come dire, casomai fischiate me.