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E così, passo dopo passo, sospetto dopo sospetto, arriviamo felici e contenti all’apoteosi da bar, dove le viscere più inquiete del tifoso ribollono, quel luogo sacro della diffamazione in libertà, in cui rompere amicizie e stringere nuove solidarietà.

Ieri, nel Sacro Bar dei tifosi, si è installato potentemente il nostro rappresentante politico, autentico leghista della prima ora, eletto con i voti di quel popolo che si è rotto gli zebedei di ascoltare chiacchiere morte sul 4-4-2: José Mourinho. Ha detto quel che c’era da dire e ne pagherà, com’è giusto, i prezzi, se ce ne saranno. Ma ieri Special è stato pirotecnico, ha preso in mano l’Omertoso, il vocabolario di questo nostro calcio, e lo ha tradotto nella lingua più semplice e chiara, la lingua dei bar. Nelle sue espressioni c’è profumo di ribellione, quel modo anarcoide e assai poco diplomatico di intendere i rapporti con il vicinato. Perché di questo si tratta: cane non dovrebbe mordere cane. E invece qui ci si azzanna tragicamente e splendidamente, con il sangue che cola dalla bocca. Adesso rimane un solo, insignificante problema: il Manchester.
(Michele Fusco)