Se solo potesse, stasera Leonardo darebbe a Huntelaar il pallone della liberazione. Quel pallone che la versione da ala sinistra dell'allenatore del Milan diede a un altro olandese triste della storia rossonera, Patrick Kluivert. Era il 15 febbraio 1998. Per l'ultimo Milan di Capello uno squarcio di sole in una stagione opaca. Vittima il Vicenza di Mimmo Di Carlo, proprio lui, l'allenatore del Chievo. Quattro a uno il finale con l'insolita doppietta di una delle più grandi delusioni dell'era berlusconiana. E che doppietta: un delizioso pallonetto e un gran destro da fuori area.
Un'impresa, insomma, che i tifosi
del Milan si aspettano anche da Jan Huntelaar. Quello mestamente in panchina
mentre il Milan sbancava Madrid. Quello che con Kluivert condivide la
nazionalità, la militanza nell'Ajax, l'arrivo a Milano con il massimo degli
onori e soprattutto la più grande delle pressioni, cioè l'attesa della
legittimazione nel tempio italiano del calcio.
Stasera a Verona, proprio contro
Di Carlo e il suo Chievo, la sua grande occasione: quella di sbloccarsi e
scrivere una nuova pagina della sua carriera. Diversa da quella scritta da
Patrick Kluivert, che oltre a quell'episodio segnò pochissime altre volte (nove
in tutto fra campionato e coppa italia), per poi lasciare Milano in silenzio.
Stasera, l'assist di Leonardo, sarà per Huntelaar.
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