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Nessuno parla di crisi, ma certo la Fiorentina - un punto in quattro partite di campionato, quarto posto distante 7 punti - sta vivendo un momento davvero delicato. Frey e compagni non sono neppure fortunati. Prova ne è la gara persa ieri con la Roma, nonostante il dominio sul piano del gioco per quasi tutto l'incontro. Ma è anche vero che rispetto al passato la Fiorentina sta accusando alcuni problemi che finora, Champions a parte, ne stanno condizionando la stagione. Innanzitutto quello del gol: numeri alla mano quella viola è una squadra che segna poco malgrado la mole di gioco, appena 28 reti in 22 partite (in attesa di recuperare il match col Milan sospeso per neve a dicembre), 11.mo attacco della A in linea con l'attuale posizione di classifica.

Finora con Prandelli la Fiorentina aveva segnato di più dopo 22 turni di campionato: 38 reti nel 2005-06, 33 nel 2006-07, 34 nel 2007-08, 31 nel 2008-09. Nel campionato scorso di questi tempi Gilardino era a quota 12 gol, ora è a 9 e non segna da 470' che diventano 660' con le gare di Coppa Italia contro Lazio e Inter. L'ex milanista appare spremuto, da agosto ha già giocato 33 partite compresa la Nazionale (facendo 17 reti), ma Prandelli ha fatto capire che al momento non è ipotizzabile rinunciare a lui‚ né sabato contro la Samp né tantomeno il 17 febbraio a Monaco con il Bayern, andata degli ottavi di Champions.

Oltretutto sta pesando l'assenza di Mutu come temevano tutti nel clan viola e non solo perché il rumeno aveva iniziato il 2010 segnando 7 reti in 5 gare prima di essere trovato positivo ai controlli antidoping. "Adrian ci ha davvero messo in un bel guaio" ha detto ieri Andrea Della Valle. Secondo il presidente della Federcalcio rumena Dumitru Dragomir "Mutu non avrà una sospensione superiore a sei mesi". Ma intanto la Fiorentina deve fare a meno di lui, mentre neppure la difesa, che in questi anni è stata uno dei punti di forza dei viola, appare in forma visto che da 10 gare subisce sempre gol (16).

Infine la squadra sembra risentire anche dell'incognita allenatore: da tempo circolano con insistenza le voci su Prandelli accostato alla Nazionale del dopo Lippi, ma pure alla Juve e al Liverpool, malgrado l'accordo coi viola scada nel 2011. Sotto Natale i Della Valle definirono una formalità l'allungamento del contratto del tecnico bresciano (e così pure per quello di Corvino premiato stasera a Milano quale miglior ds dell'anno) annunciando che "nel 2010 sistemeremo tutto". E ieri a fine gara Diego Della Valle sull'argomento ha risposto: "Noi ci occupiamo di problemi veri e questo non lo è, se dipende da noi certo che Prandelli resta, sta allenando bene e l'ha dimostrato anche stasera. Ciclo finito? E' appena cominciato". Nessun incontro però ad ora sarebbe stato messo in agenda, Corvino giorni fa ha parlato di un appuntamento a primavera sia per lui che per Prandelli. Nel frattempo le voci continuano.