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Entusiasmo Milan per l'arrivo di Ibrahimovic e Robinho. E Andrea Pirlo, dal ritiro della nazionale spiega la svolta di Silvio Berlusconi. "C'è stato molto vicino negli ultimi tempi, venendo spesso negli spogliatoi - ha detto il centrocampista -. Ora ci ha fatto gli ultimi due regali, gli è tornata la passione".

Regali che, ammette lo stesso Pirlo, fino a qualche settimana fa non sembravano verosimili. "Devo essere sincero, all'inizio non me l'aspettavo: poi da qualche parola ho cominciato a capire". Di fatto, la campagna di rafforzamento del Milan, secondo Pirlo, "colma il gap con  l'Inter". "Ora siamo costruiti per vincere in Italia e in Europa: con due nuovi attaccanti ci vorrà un po' di tempo per i meccanismi ma possono giocare tutti e quattro insieme, Ibra, Pato, Ronaldinho e Robinho. Anche l'anno scorso avevamo un centravanti e tre attaccanti dietro, e furono i due mesi migliori della stagione. Certo si dovranno sacrificare tutti e correre".

Capitolo azzurri. Ricominciamo dalla qualità: è questo lo slogan di Andrea Pirlo capitano della nazionale venerdì prossimo a Tallinn e uno dei pochi reduci degli ultimi due mondiali, quello vinto nel 2006 e quello fallimentare del 2010. "Bisogna iniziare a giocare a calcio - ha detto il regista della Nazionale e del Milan -. Sudafrica 2010 ha dimostrato che chi ha la qualità alla fine vince. Palla a terra e scambi, impariamo anche noi a farlo. Il problema del calcio italiano è che abbiamo tutti meno qualità: giocatori, tifosi, stadi. Dobbiamo ritrovarla".

Per ora, passando per Cassano e lo stesso Pirlo. "Ad Antonio - ha concluso il centrocampista azzurro - lascio volentieri la maglia numero dieci. Io mi tengo la mia ventuno e da capitano è il momento di prendermi le mie responsabilità".

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