Il match prima rinviato e poi cancellato. Fuori dallo stadio prosegue il caos creato dai serbi tra fumogeni e bombe carta. Polizia e ambulanze per la guerriglia urbana che accende la notte di Genova. VIDEO E FOTO
In fondo all'articolo tutti i video e le videointerviste sul caos a Genova
Dallo 0-3 a tavolino al bando dall'Europa, a cominciare dall'Europeo 2012: è questo l'arco delle possibili sanzioni che la Serbia rischia, dopo gli incidenti provocati dai suoi ultras a Genova in occasione della partita con l'Italia.
Ore 00.16 Fumogeni ed esplosioni nella zona in cui sono confinati i tifosi serbi fuori dallo stadio in attesa di essere identificati o accompagnati sui pullman. Le telecamere riprendono in diretta i boati, il fuggi fuggi e le ambulanze che accorrono a soccorrere eventuali feriti. E' il caos.
Ore 24 Durante una perquisizione sono state rinvenute due bombe carta all'interno di un pullman dei tifosi serbi.
Ore 23.55 L'Uefa aprirà un procedimento disciplinare su Italia-Serbia, partita dichiarata chiusa dall'arbitro, lo scozzese Craig Thomson, in seguito agli incidenti provocati da ultrà serbi nello stadio Ferraris di Genova. "Aspettiamo il rapporto dei delegati Uefa e poi sarà aperto un caso disciplinare", ha detto capo della comunicazione dell'organismo che regola il calcio europeo, Robert Faulkner.
Ore 23.15 Le forze dell'ordine attendono rinforzi dai reparti mobili da Torino e Milano, già partiti alla volta del capoluogo ligure. La maggioranza dei tifosi serbi è ancora nella zona di pre-filtraggio dello stadio sotto la stretta sorveglianza della polizia Ore 22.45 Un centinaio di tifosi serbi ha dato vita a scontri con le forze di polizia all'esterno dello stadio Luigi Ferraris di Genova dopo lo stop alla gara Italia-Serbia. Ci sono stati lanci di pietre e fumogeni. Carabinieri e agenti del reparto Mobile hanno riportato la situazione alla calma. Il resto dei 1600 ultrà serbi è stato bloccato all'interno del settore ospiti dello stadio. Secondo le prime informazioni è stato effettuato un solo fermo da parte dei carabinieri durante uno dei cortei di tifosi serbi che hanno attraversato la città.
Ore 20.40 "Tifosi così pericolosi non dovevano arrivare a Genova". Lo ha detto Roberto Massucci, responsabile per il Viminale della sicurezza della nazionale italiana di calcio. "Dai tradizionali canali di collegamento con la polizia serba, non era arrivato alcun segnale sul grado di pericolosità di questi tifosi. Noi per esperienza avevamo predisposto un apparato adeguato, ma mai avremmo immaginato un livello di aggressività così alto".
Ore 22.15 "La partita è stata chiusa definitivamente dall'arbitro (lo scozzese Craig Thomson, ndr), dopo il secondo lancio di fumogeni perchè ha detto che non riteneva più garantita la sicurezza dei giocatori in campo". Lo ha spiegato Antonello Valentini, direttore generale della Federcalcio. "Ora la palla passa al delegato Uefa che dovrà fare il suo rapporto" ha aggiunto.
Ore 22.05 Il tecnico della Nazionale italiana ha laconicamente commentato la situazione: "Non si gioca, mai vista una roba del genere".
Ore 21.40 Dopo un ulteriore summit tra l'arbitro le squadre e i responsabili dell'Uefa si è deciso di interrompere la gara.
Ore 21.33 Dopo soli 7' il match è stato nuovamente interrotto a causa di un fumogeno lanciato in campo e che ha sfiorato il portiere azzurro Viviano.
Ore 21.20 Le squadre si sone schierate in campo nuovamente per l'esecuzione degli inni nazionali. Si giocherà. Pesantemente fischiato l'inno serbo.
Ore 21.15 I giocatori della serbia con Dejan Stankovic in testa si sono recati sotto il settore dei tifosi serbi e hanno cercato di calmare i supporters con qualche timido applauso. "Abbiamo cercato di calmarli", le parole del giocatore dell'Inter.
Ore 21.10 I tifosi non accennano a smettere di creare problemi ed alcuni di loro provano a rompere i vetri che separano la zona calda dello stadio dalle altre.
Ore 21.00 Le forze dell'ordine sono pronte a intervenire anche con l'ausilio degli idrant
Ore 20.55 Secondo le prime indiscrezioni il portiere della Nazionale serba, Stoijkovic, è stato minacciato da alcuni tifosi dopo una tentata aggressione al pullman della squadra e per questo ha chiesto di non giocare.
Ore 20.50 Le squadre sono entrate in campo ma il direttore di gara le ha rimandate negli spogliatoi. In campo le forze dell'ordine per tentare di dissuadere i facinorosi sugli spalti.
Ore 20.45 Lancio di petardi da parte dei tifosi serbi verso la gradinata nord, dove sono seduti i tifosi dell'Italia, prima del fischio d'inizio della partita tra azzurri e Serbia. E' questo quanto sta accadendo allo stadio Luigi Ferraris. Nonostante la Nazionale sia scesa nuovamente in campo per il riscaldamento i tifosi.
Prima del match - Scontri e lanci di bottiglie contro la polizia, Scritte sui muri di palazzo Ducale. E' salita la tensione, nel centro di Genova, tra i tifosi serbi e le forze dell'ordine. La situazione, in un primo momento tranquilla, è degenerata intorno alle 19 alla partenza dei due cortei spontanei che stanno bloccando la città. Il primo partito da piazza De Ferrari, il secondo da piazza Fontane Marose. In tutto i supporter serbi sono circa 300. I tifosi serbi, a Genova per seguire la propria Nazionale che gioca stasera contro in una partita per la qualificazione agli Europei 2012, stanno anche lanciando oggetti e petardi all'indirizzo di passanti e negozianti. Le forze dell'ordine, il reparto mobile della polizia ed il battaglione dei carabinieri sono mobilitati. Al momento non si segnalano feriti. La Digos sta monitorando la situazione.
Il momento di maggiore tensione si è registrato davanti alla Fnac in via Venti Settembre. Alcuni tifosi serbi nel mezzo del corteo spontaneo hanno aggredito un auto della Digos danneggiandola. Sul posto è intervenuto personale del reparto mobile della polizia e del battaglione dei carabinieri, che ha caricato i tifosi slavi riportando l'ordine. Tutto questo davanti a decine di passanti in fuga e commercianti costretti a chiudere in fretta e furia i negozi.
Poco prima una settantina di questi tifosi si era staccata dal gruppo ed era andata a contestare la Nazionale serba, reduce dalla sconfitta in casa contro l'Estonia per 3-1 nell'incontro di venerdì, nei pressi dell'hotel Savoia nella zona di Principe dove alloggiava il team allenato da Petrovic. I tifosi serbi avevano lanciato oggetti ed un fumogeno era finito all'interno del pullman dei giocatori. Nessun calciatore o membro dello staff è rimasto ferito.
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