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Addio scaramanzia, stop al “countdown” salvezza, ora nello spogliatoio della Lazio si sente forte e chiara la parola scudetto. La magica serata contro l'Inter incerottata di Benitez ha spinto la formazione di Reja a togliersi definitivamente la maschera e a confessare che quello del titolo non è solo un sogno ben nascosto nel cassetto, ma un obiettivo.
E non solo perchè, dopo sette anni, la Lazio è tornata a battere una delle tre “grandi del nord” (l'ultima volta nel 2003 sempre contro l'Inter, poi 37 sfide senza successi), ritrovando finalmente anche il suo pubblico (55 mila ieri sera), che in casa, a differenza dello scorso anno, comincia a farsi sentire (cinque vittorie, due pari e il ko nel derby); ma soprattutto perchè adesso anche i giocatori cominciano davvero a crederci. E lo hanno dimostrato ieri sera, dopo aver battuto l'Inter, quando, approfittando del silenzio stampa del sempre prudente Reja (fermato dalla febbre alta), si sono finalmente sentiti liberi di nominare la parola scudetto. Il primo a farlo è stato quel ritrovato Zarate (al suo terzo gol in campionato) che, insieme ad Hernanes (quarta rete per lui), sembra poter dare quel qualcosa in più per sognare davvero in grande. "Non ho paura a pronunciare questa parola - ha confessato - pensiamo a questo obiettivo, ad arrivare il più in alto possibile. Battere l'Inter era importante perchè sapevamo che questo match ci poteva dire dove possiamo arrivare".

Un entusiasmo che ha contagiato anche gli altri: dal vice di Reja, Lopez, che ha riconosciuto come la classifica della Lazio non sia certo un caso, al “Profeta” Hernanes, alla sua miglior partita con la maglia biancoceleste, impreziosita da un gol e un assist al bacio per Zarate. "E' stata la migliore Lazio del campionato - ha ammesso il brasiliano - e si è visto il miglior Hernanes. Siamo sulla strada giusta. Non molliamo mai, ora continuiamo cos e faremo molta strada, specialmente con questo pubblico che ci trascina". La sensazione è che la vittoria di ieri possa essere davvero quella decisiva per dare consapevolezza nei propri mezzi alla squadra biancoceleste, anche se l'Inter di questo periodo è davvero troppo rimaneggiata per essere considerata una grande. In questo senso, sciopero permettendo, quella contro la Juve di domenica prossima può essere la vera prova del nove per Hernanes e compagni, che intanto però si godono tre giorni di meritato riposo e festeggiano, come ha detto Ledesma, "una super Lazio che ha messo a segno una grandissima impresa".