Panchine bollenti, chi non mangerà il panettone? Guarda le foto

di AUGUSTO DE BARTOLO

Una tattica da adottare, una strategia che sembra portare benefici nell'immediato, alla lunga chissà. Eppure il cambio di panca finora è valso tre vittorie all'esordio per i tre tecnici subentrati in corsa. Ballardini prima, Donadoni poi, Beretta ora. Genoa e Cagliari hanno raddrizzato una classifica che rischiava di complicarsi. Ingeneroso colpevolizzare i predecessori Gasperini e Bisoli. Senza entrare nel merito di tattiche, allenamenti, moduli e formazioni è ovvio rifugiarsi nel più insignifcante dei discorsi basato su una questione di stimoli, motivazioni ritrovate, corde giuste toccate da chi ha deciso di accollarsi oneri, ed ora anche onori, di quelle società che hanno creduto nella sterzata come soluzione giusta alla crisi.

Per Ballardini 10 punti in 6 gare giocate significano una proiezione, di qui alla fine del campionato, di altri 36 punti che se sommati ai 21 attuali ne fanno 57 alla 38.a giornata: una quota che, tenendo conto della classifica della stagione scorsa, varrebbe di diritto un posto in Europa League. Obiettivo mai svelato da Preziosi ma che il presidente rossoblù avrebbe potuto verosimilmente chiedere al suo tecnico. Centrarlo varrebbe la riconferma sulla panchina per Ballardini e la possibilità di gestire, nella prossima annata, una squadra con ambizioni e motivazioni rinnovate.

Meglio ancora farebbe il Cagliari se mantenesse la stessa costanza di rendimento avuta con Donadoni nuovo allenatore. Quattro partite, tre vittorie e una sconfitta che significherebbe concludere il campionato a quota 66 punti, con la certezza di avere un posto in Europa e la chance di giocarsi addiriturra la quarta piazza per la qualificazione alla Champions.

Per Beretta la sentenza è congelata, anche se nella prima da neo Rondinella contro la Sampdoria, spiccare il volo era un compito arduo ma portato a termine con successo. Per ripetere lo stesso giochino anche con il Brescia bisognerà attendere almeno la 20.a di campionato. Allora sì avremmo un quadro più reale della situazione. E anche se la statistica applicata al calcio non è mai una scienza esatta, ciò che si può dire è che, dati alla mano, il "non c'è due senza tre" ha funzionato. Se è vero che il "quarto vien da sé", a Benitez, forse, fischieranno le orecchie.

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