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"Questa partita è un capitolo a sè, la classifica non incide". Leonardo si prepara a vivere il  primo episodio della saga Juventus-Inter. "Su questa partita è stato già detto tutto", dice il tecnico nerazzurro presentando il derby  d'Italia. "C'è enorme rivalità sportiva, per noi è una gara importante. Il confronto con la Juve è una grande prova, a  prescindere dal peso della tradizione", dice il tecnico nerazzurro. "Calciopoli? E' una noia assoluta. Lasciamo che ci pensino gli organi competenti, facciamo che la gente si  diverta. La gente secondo me si è stancata..."

Leonardo non offre indicazioni sulla formazione che scenderà in campo. "Abbiamo cambiato tanto nelle ultime partite, è positivo  avere alternative a disposizione quando ci sono tanti match così ravvicinati. C'è sempre qualcosa che si può valutare e giudicare  fino all'ultimo allenamento. Veniamo dagli impegni delle Nazionali, tutto può incidere sulle scelte. L'identità, però, è chiara. Questo mi fa sentire ottimista, stiamo bene", dice l'allenatore  brasiliano. Uno dei dubbi era legato alla presenza di Dejan Stankovic, reduce da un infortunio. "Dejan ha tanta voglia, ma bisogna rispettare comunque i tempi imposti dalla realtà", aveva detto Leonardo. Che infatti, dopo le ultime valutazioni, ha deciso di non convocare il serbo.

In un mese l'Inter è tornata nelle zone altissime della  classifica e ora minaccia il Milan, reduce da 2 pareggi consecutivi. "E' impossibile andare sempre a 100 all'ora, non penso che il calo  del Milan sia determinante. Il campionato è ancora lungo. Se vinciamo con Juve e Fiorentina vinciamo lo scudetto? La strada è lunga,  mancano tante partite".

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