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Il rumore del vento e della pioggia si fondono sotto il cielo grigio di Genova con il silenzio della paura. Strano derby, quest'anno, quello della Lanterna. Dove l'attesa si è fatta pesante al punto di non far volare neppure una parola. Nè in casa Samp, né in casa Genoa: due squadre partite con altri obiettivi e ora pronte a giocarsi praticamente tutto l'orgoglio in 90 minuti.

Tacciono gli allenatori e gridano le pressioni di due tifoserie che si sono già mostrate ferite. Anche per questo mai come quest'anno Pegli e Bogliasco sembrano tanto vicine. Anche se sono divise da circa 30 km di una costa che racchiude una città intera. Ricca di innumerevoli storie di vita quotidiane che possono cambiare solo grazie a una partita.

Dopo la neve di dicembre le previsioni dicono che arriverà tanta pioggia. Su un terreno già pesante che però sembra aspettare nuovi eroi...Chi deciderà la partita? Paloschi, Maccarone, Floro Flores, Guberti? Lontani i tempi della storica tripletta di Milito e ormai anche quelli dell'ultimo derby giocato e deciso da Cassano. Ci sono nuovi attori, e due allenatori all'esordio nella stracittadina, che ora recitano nel silenzio: forse nella speranza che sia quello degli innocenti.

Colpevole invece, e condannato in appello dal tribunale di Genova per frode sportiva è il presidente Enrico Preziosi. Tutta colpa di quell'ormai famoso Genoa-Venezia che costò ai rossoblù la serie C. Strana vigilia anche per i presidenti. Fuga nel silenzio per il presidente Garrone che per la finale del torneo Ravano, storica rassegna giovanile organizzata dalla Samp, ha preferito non parlare. In un giorno in cui deve aver capito che le pressioni non erano solo per i bimbi in campo. Per lui qualche applauso, ma anche un po' di fischi. In una Genova in cui sampdoriani e genoani sognano che il derby porti tempi migliori.

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