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La Moviola della 27esima giornata

Delio Rossi non è più il tecnico del Palermo
, al suo posto Serse Cosmi. La pesante sconfitta interna per 7-0 contro l'Udiense è costata caro al romagnolo, 29.a "vittima" (35 se si prendono in considerazione i ritorni) di Maurizio Zamparini, il presidente "mangiallenatori". Una storia e un rapporto sempre conflittuale con i tecnici che inizia nella stagione 1987-1988, quando l'imprenditore di Sevegliano, re degli ipermercati, guidava il Venezia (che acquistò nel 1987, in Serie C/2, salvandolo dal fallimento per riportarlo in A).

Sia in laguna, che all'ombra del monte Pellegrino, il 'signor Maurizio' - come lo chiamano i suoi dipendenti - non si è fatto mancare niente, quanto ad esoneri. Nomi celebri e meteore, volti noti e carneadi della panchina. Tutti hanno lavorato per lui, tutti hanno ricevuto il benservito. Un padre-padrone che ha mietuto la prima vittima nella citata annata calcistica '87-'88, con Giovan Battista Fabbri sostituito sulla panca veneta da Aldo Cerantola, attuale responsabile del settore giovanile della Reggina.

L'elenco prosegue con 'Tato' Sabadini (ex bandiera e terzino del Milan) che prende il posto di Pasinato ('89/90). Nel '91/92 il valzer 'veneziano' coinvolge Rino Marchesi, che prende il posto di Zaccheroni e poi, a sua volta, viene sostituito dallo stesso collega che nel '92/93, farà spazio a Maroso, prima di tornare in sella.

Il Venezia '94/95 è affidato ad una cooperativa di tecnici, con Ventura, Maifredi e Geretto che si alternano sulla panchina e, nel '95/96, fanno spazio prima a Bellotto, quindi a Pippo Marchioro. Nel '96/97 tocca al duo Walter De Vecchi-Fontana prendere il posto di Bellotto che li risostituisce a stagione in corso. Nel '99/00 si cambia ancora: squadra a Spalletti, che viene sostituito da Materazzi, poi riprende il proprio posto, infine lo lascia a Oddo. Nel 2001/02 l'ex portiere del Bologna, Sergio Buso, sostituisce Prandelli ed a sua volta fa spazio a Magni che sarà l'ultimo allenatore del Venezia targato Zamparini.

A meta luglio 2002 si apre l'era rosanero: Zamparini acquista la società da Franco Sensi, che ne era il patron, non il presidente, ed ingaggia subito Ezio Glerean, tecnico del Cittadella. Quest'ultimo, dopo la sconfitta di Ancona, alla prima giornata, viene messo da parte: squadra ad Arrigoni che a febbraio 2003 lascerà a Sonetti. La stagione 2003/04 è quella del ritorno in A: si comincia con Baldini e si chiude con Guidolin, che durerà anche per tutto il campionato successivo e, dopo avere portato il Palermo in Uefa, nell'estate 2005 lascia a Delneri che, nella primavera 2006, viene licenziato per far posto a Papadopulo.

Nella stagione 2006/07 il Palermo vola e, con il 'figliol prodigo' Guidolin, conquista addirittura la vetta della classifica: a dicembre s'infortuna Amauri e la squadra perde terreno, Zamparini si arrabbia e la affida a Gobbo e Pergolizzi, quindi richiama Guidolin che in estate (2007) lascerà a Colantuono; quest'ultimo farà spazio nuovamente a Guidolin, quindi tornerà in sella per chiudere mestamente un campionato senza infania né lode. Nel 2008/09, Ballardini sostituisce Colantuono, ma in estate andrà via, perché si dice "stressato" dal presidente. Nell'estate 2009 arriva Zenga, nel successivo mese di dicembre Rossi che con alterne fortune resiste fino a oggi. Sull'onda del 7-0 con l'Udinese viene cacciato anche lui e ora è il turno di Serse Cosmi.

Il numero è fatalmente destinato a crescere, Cosmi può serenamente fare tutti gli scongiuri del caso. Curioso, però, che a decidere l'esonero di Rossi sia stato il pesante ko contro l'Udinese di Guidolin, uno dei tanti "trombati" da Zamparini. Ma anche richiamato per ben 3 volte. Unico, tra l'altro, a concludere un intero anno sulla panchina rosanero. Vendetta o riscatto, chiamatela come volete.

Resta l'ingente numero dei licenziati da Zamparini, un vero e proprio record. Difficile trovare di meglio (o di peggio) nel panorama calcistico italiano, se non addirittura internazionale. Solo i Gaucci o i Jesus Gil, l'ex vulcanico presidente dell'Atletico Madrid, avrebbero potuto aspirare a competere con il re degli ipermercati.

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