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"Le immagini degli arresti e dei fermi dei calciatori danno una grossa mano nel mettere in guardia e sensibilizzare i nostri associati". Cos il presidente dell'Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 per parlare della inchiesta di Cremona sul calcio scommesse: "Noi dobbiamo lavorare sulla sensibilizzazione dei calciatori - ha aggiunto Tommasi - ma già queste immagini sono certamente d'impatto e fanno preoccupare".

Alla domanda se mai, da calciatore, abbia assistito a partite in cui si giocava per un risultato già predeterminato, Tommasi ha risposto a Radio 24: "Qui c'Š un problema diverso: col volume d'affari che muovono le scommesse, non si parla più di partite che hanno solo un valore sportivo e valgono dunque per la classifica. Ci sta che due squadre si trovano a giocare una partita in cui il pareggio va bene a tutti e dunque è difficile poi competere per la vittoria. Qui però l'eventuale pareggio non è solo per la classifica ma per qualcos'altro". E a una domanda sul paragone tra le scommesse e il vino, da non vietare solo perché c'è chi ne abusa, Tommasi ha risposto: "Sono d'accordo, ma è anche vero che il vino non va bevuto da chi guida. Allora mi domando se si possa scommettere su un evento su cui la volontà dell'uomo può incidere sul risultato. Se sì, mi chiedo quanto si debba lavorare sull'etica dei comportamenti di chi va in campo per arrivare a formare una coscienza che riesca a respingere qualsiasi attacco".