FOTO - "I furbetti del campettino": alla ricerca del fair play perduto

di AUGUSTO DE BARTOLO

Se n'è discusso molto negli ultimi tempi, se ne continua a parlare, spesso ci si rivolge a squadre e campionati esteri elogiandone il fair play. I dubbi sul gol non convalidato a Muntari in Milan-Juve, le parole di Buffon che, secondo qualcuno, avrebbe dovuto ammettere durante la gara che la palla era entrata, ma anche l'episodio di Brienza (e del rigore inesistente) accordato al Siena contro il Palermo, hanno riportato l'attenzione sulla lealtà in campo. Possibile essere corretti e onesti?

L'insegnamento arriva dal piccolo Molise e da una sfida dei quarti di finale della Coppa Italia dilettanti. Niente a che fare con gli interessi del grande calcio, tuttavia match di cartello per l'US Termoli che sta onorando la sua regione in giro per l'Italia. Il merito è tutto di Vittorio Esposito, funambolico talento di San Martino in Pensilis, classe 1988 (con esperienze nelle giovanili di Juventus e Bari) che ha volutamente calciato fuori un rigore molto generoso accordatogli dall'arbitro.

Le evidenti proteste del portiere ospite Deliperi, che al momento del fischio ha incrociato le braccia per consentire all'avversario un facile gol, sono state accompagnate dalla decisione dell'attaccante del Termoli di calciare a lato. Il gesto ha ovviamente generato l'apprezzamento di tutti, calciatori e tifosi, di casa e ospiti. Un modo per insegnare ai grandi del calcio che se ci si accorge di un errore è sempre possibile rimediare.

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