DOSSIER: Errori ed orrori arbitrali in Serie A

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di Vanni Spinella

Cambiano gli allenatori, cambiano gli schemi, ma per certe squadre il codice genetico resta sempre lo stesso. Su quello del Catania c’è scritto a chiare lettere “palle inattive”, e anche Allegri lo sa bene. L’attuale allenatore del Milan era ancora sulla panchina del Cagliari quando, in Sicilia, Atzori tenne un clinic di 5 secondi su come si può inventare un gol partendo da un’innocua palla ferma.

Punizione dalla tre quarti, Llama finta di scodellare la palla in area e invece tocca corto per Potenza, al limite dell’area, che di prima allarga per Mascara: sponda di testa e girata al volo di Ricchiuti. Musica. E Allegri prende appunti, sempre utili per il futuro.



Era il 18 ottobre 2009, ma non era la prima volta che il Catania faceva volare la fantasia ricercando soluzioni brillanti da palla ferma. Soltanto un anno prima Zenga faceva urlare allo scandalo chiedendo a Plasmati di abbassarsi i pantaloncini in campo: uno “schema”, così dissero, una trovata con cui l’attaccante, piazzato dietro alla barriera composta dagli avversari, limitava la visuale del portiere in occasione dei calci di punizione.

Da Zenga ad Atzori, da Atzori a Mihajlovic, un altro che sulle punizioni potrebbe scrivere manuali di teoria e tecnica. E poi Giampaolo, Simeone, fino a Montella. Tutti allenatori che su punizioni e calci d’angolo hanno costruito buona parte delle fortune del Catania. Appoggiandosi alle spalle larghe e arrampicandosi sui centimetri dei loro centrali difensivi, bravissimi a svettare ad alta quota. Silvestre e Stovini ieri, Spolli e Legrottaglie oggi.
O affidandosi al sinistro di velluto di Lodi, che un anno fa con una punizione allontanò la Juventus dall’Europa firmando il 2-2 al 95’.

L’ultimo profeta delle palle inattive è l’ex-Aeroplanino Montella, allenatore di un Catania capace di segnare, in questo campionato, 18 gol su 38 (il 47%!) con palla inattiva: 8 rigori (6 Lodi, 2 Maxi Lopez), 2 punizioni (sempre il sinistro di Lodi), 8 sugli sviluppi di calcio d’angolo (con Legrottaglie re dell’area, a quota 3). Allegri avvisato, mezzo salvato. Ma lui, d’altra parte, cosa può inventarsi il Catania da una punizione lo sapeva già.