Morosini, il lutto nei campionati esteri (video)

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- Dramma in campo in Serie B, è morto Piermario Morosini - La Figc blocca tutti i campionati - Cronaca di un dramma

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- La notizia fa il giro del mondo - Il cordoglio su Twitter - Dall'Under 21 al Livorno, la carriera di Morosini - Pescara, le foto della tragedia in campo - Morosini, calcio in lutto: non si gioca - Morosini, l'ambulanza bloccata

"Per noi Piermario era come un figlio, dopo 5 anni di fidanzamento con mia figlia non poteva essere altro, inoltre era molto facile che entrasse nel cuore delle persone. Non è stato difficile volergli bene da subito". Così Mariella Vavassori, la madre di Anna, la fidanzata di Piermario Morosini, ricorda il calciatore. "Piermario non aveva avuto mai problemi fisici. Mia figlia era davanti alla tv quando si è verificato il dramma e ha capito subito. Per quello siamo partiti da Bergamo immediatamente e abbiamo saputo in viaggio che era morto", ha detto Mariella Vavassori. "Era una persona bella, umile. Il ricordo più bello? Il suo sorriso, nonostante ogni tanto avesse un velo di tristezza nei suoi grandi occhi", aggiunge. E a proposito dell'auto della Polizia Municipale che ostacolava il passaggio dell'ambulanza, la donna ha sottolineato: "Non c'è rabbia, assolutamente. E' capitato perché doveva capitare".

Il parroco di Monterosso, Don Luciano, ha, inoltre, letto il messaggio di Anna, fidanzata dello sfortunato giocatore: "Mario amava giocare sotto la pioggia. Il calcio dava un senso alla sua vita: sono sicuro che era felice". Poi tra i singhiozzi, agli amici: "Sembrava sorridesse".

Percassi: "Mi prenderò cura della sorella di Piermario" - Il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi ha annunciato che si occuperà dell'assistenza della sorella disabile di Piermario Morosini. "Ritengo sia mio dovere personale e quello dell'Atalanta prenderci cura per sempre di Maria Carla Morosini - ha fatto sapere Percassi attraverso una nota pubblicata sul sito del club orobico - così come avrebbe fatto Piermario se la sua esistenza non fosse stata tragicamente stroncata. Maria Carla Morosini sarà per sempre parte della famiglia atalantina e non dovrà mai preoccuparsi di nulla.

L'autopsia chiarirà le cause - "Vogliamo chiudere tutte le formalità per poter riconsegnare la salma ai familiari e permettere il funerale". Lo ha detto il pm di Pescara, Valentina D'Agostino, sul fascicolo aperto dopo la morte di Piermario Morosini allo Stadio Adriatico. L'autopsia verrà effettuata dal dottor Cristian D'Ovidio, ma per l'incarico e i quesiti posti bisognerà attendere che siano passate le 24 ore dal decesso. Sulla base della perizia il pm valuterà se esistono gli estremi di un eventuale reato da iscrivere.

Il vigile di Pescara sotto choc - L'agente responsabile di aver parcheggiato l'automobile che ha ostacolato l'ingresso dell'ambulanza in campo durante i soccorsi a Piermario Morosini "è preoccupatissimo, è rimasto malissimo ed è quasi in stato choc" riferisce all'Ansa il comandante della Polizia municipale di Pescara, Carlo Maggitti. Maggitti ha sottolineato che si tratta di "un bravo ragazzo, rimasto profondamente colpito in relazione alla paura che una sua distrazione possa essere stata concausa di quanto accaduto. Mi risulta che l'auto del vigile sia arrivata solo 10' prima del tragico fatto, cioè a partita iniziata, e che insieme al nostro mezzo nell'area vietata ci fossero altre due auto di forze di polizia, che poi sono state tolte subito prima dell'accaduto". Così il comandante dei Vigili di Pescara ha risposto alla domanda se fosse vero che gli steward del Pescara Calcio avessero chiesto al vigile di non parcheggiare in quell'area. Entrando nel concreto, Maggitti ha detto di sentire "da voi dell'Ansa per la prima volta la storia degli steward che avrebbero chiesto di non parcheggiare in quel luogo". Maggitti però, difendendo il suo collega, ha poi sottolineato che "qui si sta quasi tratteggiando un mostro, mentre c'è un giovane che è morto in modo drammatico: è necessario distinguere una leggerezza rispetto a una morte". Il vigile "è uno dei miei 160 collaboratori - aggiunge Maggitti - ed era lì per servizio come tanti altri. Mi ha garantito che ieri, per la prima volta, l'automobile è stata parcheggiata in quel punto. Probabilmente ha avuto un attimo di distrazione e leggerezza ed ora sta molto male per questo". Sul fronte dell'indagine interna per accertare eventuali responsabilità, il comandante afferma che "si stanno completando le ultime verifiche e poi valuteremo".

Il Pescara Calcio - Fonti interne del Pescara Calcio riferiscono che nessuno steward avrebbe espressamente detto agli agenti della Polizia Municipale di non posteggiare l'auto in quel punto dell'ingresso maratona dove già altre volte sarebbe accaduto di vedere parcheggiare auto (appartenenti ad enti e corpi diversi) in modo non corretto. Sempre il dirigente della società biancazzurra addetto al campo- che sta scrivendo una relazione -avrebbe anche sostenuto che l'auto dei vigili sarebbe arrivata a partita iniziata

"Il Pronto Soccorso in campo" -  "Abbiamo elaborato e brevettato da un anno un pronto soccorso sportivo per la gestione dell'emergenza in campo e siamo pronti a metterlo in pratica" annuncia intanto all'Ansa il presidente della Federazione medico sportiva, Maurizio Casasco. "Siamo a disposizione del ministro Gnudi per ogni chiarimento".

Il messaggio del Livorno - "La famiglia, la fidanzata di Piermario e l'A.S. Livorno calcio ringraziano tutti coloro che in queste ore di dolore sono stati loro vicini nel ricordo di una grande atleta e di una persona speciale". E' il messaggio che si legge sul sito ufficiale del Livorno per ringraziare tutti coloro che sono stati vicini a Piermario Morosini.

"Ritirare la maglia n° 25" - Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, sta valutando l'ipotesi di ritirare per sempre la maglia numero 25 di Piermario Morosini. Un gesto per rendere perenne il ricordo dello sfortunato centrocampista amaranto. "Questa è la volontà del presidente sulla quale stiamo ragionando in queste ore - ha confermato il responsabile dell'area tecnica del club, Attilio Perotti - e credo che nei prossimi giorni si possa formalizzare questo gesto". In passato il Livorno aveva ritirato per alcuni anni la maglia numero 10 in onore di Igor Protti, ex capitano e bandiera indelebile della storia recente della squadra, coincisa con gli anni più belli dell'era Spinelli culminati con la promozione e le ripetute salvezze in Serie A. Intanto i tifosi livornesi hanno chiesto al sindaco e alla società di intitolare un settore dello stadio Armando Picchi al giocatore. "Anche noi abbiamo saputo di questa ipotesi - ha concluso Perotti - e aspettiamo che questa proposta venga formalizzata dalle autorita' competenti visto che l'impianto è comunale".

Vicenza, ritirata la maglia n°25 - Il Vicenza calcio "per onorare  la tragica scomparsa di Morosini ha deciso di ritirare la maglia n° 25. Un gesto di rispetto per consegnare per  sempre alla memoria la figura dell'amato e sfortunato atleta". Lo rende noto il club con cui Morosini aveva giocato e segnato un gol,  sul proprio sito.

Il saluto dei tifosi
- E a Livorno da stamattina è un continuo pellegrinaggio di tifosi, ma anche di semplici cittadini che sono rimasti colpiti dalla vicenda e dalla tragica storia personale di Piermario Morosini. Tantissimi i fiori e le sciarpe del Livorno che vengono deposti davanti allo striscione appeso ieri sui cancelli dello stadio, con scritto 'Hai lottato fino alla fine, ciao grande Moro'. "Nei nostri cuori... Piermario nei nostri cuori". Così cantano i tifosi del Livorno radunati davanti ai cancelli dello stadio Armando Picchi per ricordare Piermario Morosini. Con loro anche il sindaco Alessandro Cosimi. Nel pomeriggio alcuni giocatori della prima squadra dovrebbero andare davanti allo striscione che i tifosi avevano attaccato già ieri sera, 'Hai lottato fino alla fine, ciao grande Moro', e sotto al quale da stamani vengono lasciati fiori e sciarpe.

Anna, la fidanzata straziata - A Pescara invece Anna Vavassori, la poco più che ventenne fidanzata di Piermario Morosini, è giunta attorno alle 10 di domenica mattina all'obitorio dell'ospedale per espletare le formalità del riconoscimento della salma dello sfortunato centrocampista del Livorno, morto ieri allo stadio Adriatico. La ragazza, giunta ieri sera a Pescara, era circondata da amici suoi e del giocatore giunti stamattina da Bergamo: con lei anche gli uomini della Digos che insieme ad altri quattro compagni l'hanno portata all'obitorio. Scene di dolore e strazio, naturalmente, all'obitorio di Pescara all'uscita delle operazioni di riconoscimento della salma da parte di Anna. La ragazza prima freddamente ha spiegato a tutti che l'autopsia verrà effettuata lunedì mattina, poi davanti alle sue amiche giocatrici nonché agli amici del fidanzato è crollata in lacrime abbracciando alcuni di loro e mormorando tra i singhiozzi: "Sembrava sorridesse, era bellissimo".

La visita di Demetrio Albertini - E' arrivato all'improvviso all'obitorio anche Demetrio Albertini, il vicepresidente della Federcalcio ed ex giocatore del Milan. Albertini, accompagnato dal presidente del Pescara nonché vicepresidente di Lega B Daniele Sebastiani, è venuto per visitare la salma di Piermario. Poi è uscito visibilmente scosso, senza parlare con nessuno, è risalito sul suo suv ed è ripartito immediatamente.

E dell'amico del cuore Mirko Frattali - All'obitorio c'è anche l'ex compagno di squadra Mirko Frattali, amico fraterno del giocatore del Livorno scomparso. Frattali ieri in panchina nel corso della gara di campionato Verona-Bari è arrivato questa mattina a Pescara direttamente da Roma, dove era rientrato dopo la partita. E' stato il papà di Frattali a raccontare della grande amicizia tra il figlio e Morosini: "Erano amici fraterni. Piermario era stato diverse volte a casa nostra. Un mese e mezzo fa lui e mio figlio nel corso di un weekend di vacanza erano stati in Spagna a vedere una partita di Lionel Messi".

Il Livorno a casa nella notte - La squadra del Livorno era arrivata all'albergo di Tirrenia, quartier generale di tutti i ritiri prima delle partite, ieri intorno a mezzanotte. Ad attenderla aveva trovato circa 50 tifosi. I tifosi si sono fatti incontro al pullman, poi hanno formato un cordone intorno ai giocatori e ai tecnici scortandoli fino all'ingresso dell'hotel. Nessun commento da parte dei rappresentanti del club, tutti scuri in volto e con gli occhi arrossati dalle lacrime. Dai tifosi solo applausi, finché i giocatori non sono entrati dentro l'edificio. All'ingresso dell'hotel i tifosi del Livorno hanno appeso uno striscione con la scritta "Ciao Moro 25", richiamando il suo numero di maglia che era anche l'età di Piermario.