Sui fatti di domenica scorsa al Ferraris di Genova la polizia ha identificato finora trenta persone, e per 15 di esse sono già stati emessi i relativi daspo. Lo ha confermato il questore di Genova, Massimo Maria Mazza. "Stiamo procedendo posizione per posizione, consegneremo la relazione in procura in tempi brevi" ha precisato.

"Siamo in attesa di una relazione conclusiva della polizia. Non abbiamo tutti gli elementi per valutare quali ipotesi di reato siano configurabili nei confronti dei singoli" dice il Procuratore Capo di Genova, Michele di Lecce. "Il problema non è individuare i soggetti ma attribuire a ciascuno dei comportamenti perseguibili - aggiunge -. Non si procederà ad arresti nell'immediato, si aprirà un fascicolo con relativi accertamenti e poi si procederà. Se poi riterremo di dover chiedere misure cautelari al gip, lo faremo. Credo che i termini per le misure cautelari siano ormai passati, evidentemente gli organi della polizia non hanno ritenuto che fossimo in presenza di ipotesi di reato così gravi. Andando avanti con le indagini è possibile che ci siano delle novità, ancora non possiamo stabilirlo. Gli episodi di violenza e di  rilevanza penale ci sono ma ce ne sono stati di più gravi in altre occasioni".

Emessi altri 4 Daspo - Altri quattro provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive sono stati firmati questa mattina dal questore di Genova, Massimo Maria Mazza, per altrettanti tifosi del Genoa responsabili della interruzione di Genoa-Siena. Saranno ricevuti dagli interessati nelle prossime ore. E' salito così a 15 il numero dei Daspo che la Questura di Genova ha inviato ai tifosi che domenica hanno dato vita alla clamorosa protesta. I quattro tifosi sono stati individuati dalla polizia attraverso filmati e testimonianze. Erano insieme agli altri ultrà raggiunti ieri dai Daspo, sui cancelli e sulle gradinate dei Distinti durante i lanci di fumogeni e bombe carta. La Questura ha lasciato intendere oggi che il numero dei provvedimenti potrebbe salire entro breve, dal momento che altre identificazioni sono in corso. Si cerca di individuare altri componenti del nutrito gruppo di genoani - circa un centinaio, a rivedere le immagini - che hanno abbandonato la Gradinata Nord e si sono trasferiti nei Distinti, fermandosi sopra l'ingresso degli spogliatoi, da dove hanno rivolto insulti e minacce ai giocatori del Genoa, poi costretti alla umiliazione di togliersi le maglie e di posarle a bordo campo. Sempre oggi, la Digos dovrebbe inviare in Procura una corposa e dettagliata relazione sui fatti del Ferraris. 

Il ministro dello Sport: che vergogna - "Dei fatti di Genova mi ha colpito il comportamento dei giocatori del Genoa. Non si può rinunciare alla propria maglia" commenta comunque il ministro per Affari Regionali, Turismo e Sport, Piero Gnudi, ospite della trasmissione di Raiuno "Unomattina" per parlare della campagna antidoping nel ciclismo denominata "Borraccia trasparente". Il ministro ha inoltre stigmatizzato il comportamento dei tifosi genoani. "E' stato inaccettabile" ha detto. "E' stata una pagina triste per lo sport - ha continuato - che spero riusciremo ad archiviare al piu' presto".

Roma: la prevenzione del Prefetto
- Non vorremmo che quello che è successo a Genova domenica scorsa possa ripetersi anche a Roma" osserva preoccupato, in un'intervista a La Repubblica, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Abbiamo deciso di intervenire, aggiunge il prefetto, "impedendo ai tifosi ospiti privi di tessera del tifoso di acquistare i biglietti per la partita". Quanto a possibili limitazioni per i tifosi giallorossi, Pecoraro precisa: "No, per i tifosi di casa nessuna limitazione". Sul numero di uomini delle forze dell'ordine che saranno impiegati, il prefetto spiega che "il questore non ha ancora deciso. Aspettiamo di vedere quanti saranno i biglietti venduti. Ma sicuramente sarà massiccia la presenza di uomini all'esterno dello stadio. L'opera di filtraggio è fondamentale per evitare, come è successo a Genova, che all'interno dell'Olimpico vengano introdotti fumogeni, bengala, petardi o bombe carta".

Su Avvenire: calcio come il Paese - "Il calcio non è né meglio né peggio, è come tutto il resto". Il quotidiano Avvenire fa proprie le parole pronunciate anni fa da Gianni Rivera per sintetizzare "il boicottaggio di Genoa-Siena da parte degli ultrà genoani. La  minoranza rumorosa e violenta - scrive il quotidiano dei vescovi in un editoriale di oggi - ancora una volta ha messo in fuorigioco la maggioranza silenziosa e civile. Le società di calcio - riflette Avvenire - purtroppo coincidono con la società reale, che deve fare i conti con un malcostume dilagante in cui si confondono sempre più i corrotti con i corruttori. Solo così si può spiegare come 100-200 potenziali criminali possano scavalcare indisturbati a loro Fossa e andare a occupare gli spazi dei distinti, i seggiolini riservati alle  famiglie, e decidano di interrompere lo spettacolo". Amara la constatazione del quotidiano: "Che tristezza. E' come se noi cittadini delusi della politica andassimo davanti a Montecitorio e chidessimo a tutti i deputati di spogliarsi e restare in mutande, perché non sono più degni di rappresentarci. Nel Paese degli Schettino si continua a fare la prima cosa che passa per la testa, consapevoli che si andrà a sbattere contro gli scogli".