di Roberto Brambilla

Italia-Malta andata e ritorno. E non solo in senso calcistico. Pietro Ghedin, classe 1952, ex terzino di Lazio e Fiorentina è tornato nel maggio 2012 a rivestire l'incarico di commissario di tecnico di Malta. A 17 anni dalla prima volta. Prima e dopo le due panchine mediterranee, una carriera in azzurro: sette anni come selezionatore della nazionale femminile, 9 da assistente di tre ct: Cesare Maldini, Dino Zoff e Giovanni Trapattoni.


Ghedin, a Modena sarà una serata particolare. Lei contro il suo passato lungo quasi 25 anni. Cosa proverà?

Saranno di sicuro delle sensazioni bellissime. Sarò emozionato. Gli inni? Per non sbagliarmi li canterò tutte e due (sorride)

Non sarà solo un momento emozionante perchè si gioca contro l'Italia, ma anche perchè è l'occasione di incontrare vecchi amici....

Ogni tanto è bello riabbracciare alcuni dei ragazzi che ho allenato quando ero assistente nella nazionale maggiore. I veterani della nazionale li ho praticamente allenati tutti, a partire da Pirlo e Buffon.

Al di là del fattore emotivo, la partita contro l'Italia sarà una grande sfida per la sua nazionale. Come la vede?

Il risultato con la Bulgaria non deve ingannare, l'Italia è sempre una grande squadra. Sarà una partita difficile, ai miei ragazzi chiederò di dare tutto, vorrei che uscissimo dal campo avendo lottato fino alla fine

Il suo, come già detto è un ritorno. Cosa è cambiato il calcio maltese in questi tre lustri?

Ho visto un grande sforzo da parte della Federazione per cambiare e per migliorare la qualità del calcio maltese, per esempio portando allenatori stranieri che possano offrire un altro modo di vedere il pallone

Malta ha quasi 450mila abitanti. Paesi con la stessa popolazione riescono a portare giocatori in campionati esteri, anche importanti. Perchè non succede anche a Malta?

Non le saprei dare una risposta precisa. Adesso nella rosa abbiamo quattro giocatori che non militano nel campionato maltese (tra cui Andrei Agius, difensore centrale del Latina, LegaPro Prima divisione). Su questa situazione influisce anche un fattore geografico, essendo un'isola e non un paese di confine come il Lussemburgo, la scelta è tra giocare in Africa o in Sicilia (sorride)

Capello, Spalletti, Mancini, Ancelotti, italiani alla guida di grandi squadra. Ma cosa ha spinto Pietro Ghedin a lasciare l'Italia a tornare sulla panchina di Malta?

La fine del mio rapporto con la Federazione italiana non è stato polemico. Anzi. La Figc voleva che io rimanessi. Ho deciso di raccogliere questa sfida, perchè dopo gli anni di lavoro con la nazionale femminile il ciclo era quasi finito e poi la Federazione maltese, con cui avevo sempre mantenuto buoni rapporti, mi ha cercato a lungo. Così mi sono detto. Perchè non accettare questa sfida?

Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca e Armenia. Questo è il girone di Malta. Qual è l'obiettivo di questa campagna per la sua Nazionale?

Analizzando il girone penso che sia uno dei più difficili. Oltre all'Italia anche Repubblica Ceca e Danimarca hanno giocato gli Europei mentre l'Armenia è in continua crescita. Il nostro obiettivo è di provare a fare qualche punto e di uscire dal campo a testa alta, avendo fatto del nostro meglio e avendo dato tutto quello che abbiamo. A partire dalla partita con l'Italia.